Il Comune smantellerà le fontane della vergogna di Poggiomarino, ma è bufera sul progetto

Andrea Ripa,  

Il Comune smantellerà le fontane della vergogna di Poggiomarino, ma è bufera sul progetto

Per nove anni sono state il simbolo del disastro amministrativo. Costruite con fondi pubblici, non sono mai entrate in funzione perché nessuno sapeva come fare per gestirle. Due fontane, poco distanti dalla scuola elementare De Filippo e dalla villetta intitolata alla vittima di Nicola Nappo, che più dell’acqua, hanno visto montagne di rifiuti. Invece degli zampilli, erano diventate negli anni due posti utili per abbandonare bottiglie e cartacce. Con i bambini a giocarci tutto attorno. Due discariche in piena regola, sul fondale un centimetro d’acqua fetida e putrida a lasciar intendere che lì, un tempo, dovevano sorgere due fontane. Oggi che l’amministrazione di Poggiomarino, guidata dal sindaco Maurizio Falanga, ha varato il piano per lo smantellamento di quei simboli della vergogna convertendoli in giardini fioriti, il dibattito sullo stato in cui versano le fontane di via Nuova San Marzano torna d’attualità. Oggi che le vasche sono ancora uno scempio alla luce del sole. Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi la giunta del primo cittadino del centrodestra ha approvato una delibera in cui si dà l’avvio alle procedure per la riqualificazione delle due fontane della villetta Nicola Nappo. Dall’abbandono in cui versano oggi, le due vasche saranno trasformate in «giardinetti» messi a disposizione della comunità. Eppure inizialmente la squadra di governo del centrodestra guidata dall’avvocato con la passione per la politica era intenzionata a riattivare i rubinetti per far zampillare nuovamente le fontane. Invece quattro giorni fa l’esecutivo ha varato la proposta di realizzare dei giardini al posto delle fontane. Ed è stata proprio questa decisione a innescare nuove polemiche a palazzo di città. Perché la riconversione delle fontane di via Nuova San Marzano era anche al centro dell’agenda dell’ex sindaco, Leo Annunziata sfiduciato a febbraio scorso, che nella primavera del 2019 varò un atto in cui veniva espressa la «volontà di realizzare un progetto per il verde per due grandi fioriere nelle vasche attualmente destinate a fontane artistiche in via Nuova San Marzano». Un progetto che poi – come per altre opere che avrebbe voluto mettere in campo l’ex primo cittadino dem – è rimasto chiuso in un cassetto. Ora che quell’atto è stato ripescato, con la squadra di Falanga pronta a farne una propria battaglia, dal centrosinistra piovono le accuse di «copia e incolla». Accuse che non hanno frenato la compagine cittadina, pronta ad avviare in tempi rapidi tutte le procedure necessarie per la riconversione delle fontane e riqualificare un’area, via Nuova San Marzano, da tempo sotto i riflettori degli amministratori del centrodestra. L’anno prossimo potrebbe essere quello buono per cancellare un’opera scempio, le fontane volute dall’ex sindaco Vastola e inaugurate dopo l’arrivo di Annunziata non hanno mai funzionato in nove anni di vita. Ora saranno smantellate per far spazio a un giardino.

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