“Napoli suona ancora”, schiaffo al covid la notte di Natale

Rocco Traisci,  

“Napoli suona ancora”, schiaffo al covid la notte di Natale

“Napoli Suona Ancora”, schiaffo al covid con esperimento promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con Arealive. Oltre cento i musicisti partenopei coinvolti. Tutti i generi musicali contemplati: dalla trap al rock passando per il jazz, alla musica classica e a quella popolare in grado di far ballare tutta la città anche se questa volta a debita distanza. Senza spettatori e nel totale rispetto della normativa anti-covid, il PAN|Palazzo delle Arti Napoli diventerà per alcuni giorni il quartier generale della musica migliore della città, con le esibizioni degli artisti riprese e registrate da un team di professionisti che realizzerà accattivanti contenuti audio-visivi destinati alla fruizione del pubblico. Anche il Maschio angioino sarà un protagonista di questa operazione accogliendo sulle sue terrazze interminabili e suggestivi dj set. A67, Ars Nova, Flo, Francesco Di Bella, Foja, Lettieri, Gianni Lamagna, Mbarca Ben Taleb, Gnut, Maldestro, La Maschera, Zurzolo, Mimmo Maglionico & Pietrarsa… solo alcuni tra gli artisti coinvolti.‘’Nonostante i tempi, nonostante il tempo, a Napoli sarà Natale. Con la musica, il teatro, la danza, le luci colorate. Con i musicisti, gli attori, i ballerini, i tecnici, le maestranze, i luoghi della cultura aperti e ristorati per il lavoro che faranno. Che è lavoro anche per l’anima, degli artisti e del pubblico che ne beneficerà. #Nonfermiamolacultura, lo slogan utilizzato dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli a marzo durante il primo lockdown, trova, in questo ultimo atto del 2020, ancora più significato dando la possibilità a un comparto fermo dovunque nel resto del Paese di lavorare e esprimersi, di resistere, di sperare e di guardare oltre, dall’alto di un palcoscenico, verso tempi migliori’’- dichiara l’assessore alla Cultura e al turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo.Da tre mesi il settore delle produzioni artistiche e culturali è stato messo nuovamente a dura prova, con migliaia di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo in tragico affanno, dimenticati dalle misure di sostegno governative o, nel migliore dei casi, costretti a misurarsi con la scarsità e inadeguatezza degli aiuti stessi. Anche gli enti locali stanno facendo i conti con le pesanti conseguenze del virus. Oltre ai problemi economici, la difficoltà maggiore è quella legata all’impossibilità di programmare, viste le chiusure imposte dai Dpcm e la curva dei contagi. Nonostante ciò si cerca di lavorare, di non fermarsi, di mettersi in gioco, di trovare soluzioni alternative. L’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, guidato dalla giovane e determinata Eleonora de Majo, ha lavorato alacremente avendo ben chiaro questo quadro fin dal primo lockdown mettendo in piedi da subito un palinsesto culturale on line che ha raggiunto migliaia di utenti e fatto lavorare decine di artisti e personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, distanti ma uniti dalla voglia di non mollare. Anche il Maggio dei Monumenti, la storica kermesse comunale, è stato realizzato così, da ‘remoto’, per usare una espressione molto in voga di questi tempi. Poi l’Estate, che ormai sembra lontanissima, che, anche se con il distanziamento e moltissime altre regole necessarie per contenere i contagi, ha rivisto decine di artisti calcare scene e palcoscenici in piazze allestite in tutta la città per platee più ridotte ma vive e entusiaste di poter ritrovare la cultura, la musica, lo spettacolo anche come momento di socialità dal vivo.Poi il Covid ha ripreso a correre e a condizionare la possibilità di tornare alla normalità: tutti i luoghi della cultura restano chiusi, precluse tutte le possibilità per lo spettacolo dal vivo di riprendere.Da qui l’idea di accogliere e sostenere come Comune per Natale tre grandi progetti, uno di musica, uno di teatro e danza, e uno artistico in senso più ampio e scenografico che potessero coinvolgere il più ampio numero di artisti della città, riaprire ma senza pubblico i teatri e farli vivere con le compagnie recitanti, illuminare ogni quartiere con una frase di speranza o con una canzone nota.Il progetto ambisce a colmare anche un altro vuoto, quello per così dire, ‘turistico’, usando i migliori talenti musicali partenopei come testimonial di tanti luoghi di interesse storico- artistico, il nostro infinito patrimonio, che attirava, prima della pandemia, milioni di visitatori in città.

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