La giunta di Boscoreale è un rebus, saltano ancora le nomine degli assessori

Pasquale Malvone,  

La giunta di Boscoreale è un rebus, saltano ancora le nomine degli assessori

Salta (di nuovo) il rimpasto di giunta. L’attesa staffetta politica si farà subito dopo Natale, prima dell’ultimo consiglio comunale del 2020. Venti di crisi? Al momento il barometro non segnala tempesta, ma è evidente che c’è ancora qualcosa da limare. Anime diverse e non sempre convergenti ma che alla fine troveranno comunque un accordo che metterà – quasi – pace in maggioranza. Se la quadra è stata trovata sui nomi, manca invece quella sulle deleghe.Nel frattempo, la cronaca politica delle ultime ore racconta di un gruppo consiliare di Forza Italia piuttosto indaffarato. Massimiliano Zecchi, capogruppo e leader dei quattro consiglieri (Emilio Branca, Umberto Cirillo, Crescenzo Federico e Nicola Sergianni), entra in giunta con una quota rosa. Si parla di un tecnico ancora in erba ma già piuttosto capace. Staremo a vedere. Difficile, in ogni caso, che possa fare peggio di Mena Langella (Movimento Popolare Campano), attuale assessore al cimitero e alle periferie. Figlia del senatore Pietro, Langella non ha mostrato un certo feeling con la “res publica”. In due anni, ha totalizzato solo due presenze in giunta.Tra le new entry annunciate c’è quella di Ernesto Fiore che prenderà il posto del dimissionario Francesco D’Aquino, in quota Angelo Costabile che nel frattempo ha pensato bene di passare nelle file dell’opposizione proprio in coincidenza del rimpasto. Coincidenze.Trova spazio, e non poteva essere altrimenti, il consigliere Luca Giordano nelle file del Partito Democratico. Per Giordano, fedelissimo del consigliere regionale Mario Casillo, sarebbe la sua seconda esperienza come assessore dopo quella ai lavori pubblici nell’era Balzano.Esce dalla scena, tra mille polemiche, l’attuale assessore ai tributi Giuseppe Langella, che saluta il suo contestato mandato con l’approvazione dei ristori sulla Tari a favore degli imprenditori che avevano dovuto chiudere le saracinesche durante il lockdown. Un’uscita dignitosa per un assessore che non ha goduto di molte simpatie. Due le riconferme: il vicesindaco Francesco Faraone, figura inamovibile dell’esecutivo e l’assessore Ida Trito sostenuta a spada tratta da Gaetano Campanile (Pd). Anche in questo caso per le deleghe bisognerà attendere ancora qualche giorno. Non è escluso che il sindaco Antonio Diplomatico, per uscire dall’imbarazzo di dover attendere ulteriormente, possa decidere di annunciare solo la nuova squadra di governo e rinviare la questione dei dicasteri al nuovo anno. Una strategia che aveva funzionato a inizio mandato.La crisi è scoppiata lo scorso 11 novembre dopo un turbolento consiglio comunale. Il gruppo di Forza Italia, che aveva scatenato l’insurrezione, lamentava la scarsa partecipazione e condivisione nelle vicende politico-amministrative. Un atteggiamento che era stato addebitato al primo cittadino ed aveva portato ad una esasperazione dei rapporti istituzionali. Dal canto, suo il medico con la fascia tricolore si era visto costretto a rassegnare le dimissioni nelle mani del Prefetto, lasciando aperta la possibilità di un ripensamento. E, infatti, pochi giorni prima che si chiudesse la finestra temporale, le forze di maggioranza lo hanno invitato a tornare di nuovo alla guida del paese, garantendogli la massima fiducia.

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