L’inferno di Terzigno: esplode la stufa a pellet e un bimbo resta ustionato

Giovanna Salvati,  

L’inferno di Terzigno: esplode la stufa a pellet e un bimbo resta ustionato

Un pomeriggio di fuoco. Due episodi, l’uno a pochi metri dall’altro, che hanno fatto scattare l’inferno, la paura, in due nuclei familiari diversi. Un bimbo finito in ospedale con ustioni sulle gambe. Una donna che rischiava di morire dopo il tentativo del compagno di darle fuoco. Una città costretta a vivere la paura all’antivigilia di Natale. Il primo episodio va in scena in via Giuseppe Verdi: sono da poco passate le 18. Prima il boato, poi il rogo. In una piccola abitazione vive una famiglia: i componenti, compreso il piccolo, sono in casa. Fa freddo e la donna decide di far scaldare l’ambiente accendendo il termocamino. Qualcosa però va storto. Forse un’alimentazione troppo forte, un guasto alla stufa e in pochissimi secondi partono le fiamme. Sono alte, in pochissimi istanti raggiungono il bambino che si trova a pochi passi dal camino. Le urla e la richiesta di aiuto. E’ lui ad avere la peggio: riporta ustioni di secondo grado lungo la gamba. Si pensa al peggio: partono le chiamate ai soccorsi. Sul posto piombano i vigili del fuoco che tenteranno di domare il fuoco che nel frattempo divora l’appartamento, un’ambulanza carica il piccolo che viene portato in ospedale. Le ustioni sono tante e di secondo grado, ma le sue condizioni non sono gravi, ma le lacrime prendono il posto della disperazione. La casa riporta danni notevoli e solo in tarda serata i vigili riusciranno a domare le fiamme. A cercare di ricostruire la dinamica sono i carabinieri della stazione guidati dal maresciallo Gennaro Auricchio. Ma è proprio mentre sono impegnati sul rogo che dall’autoradio parte una nuova chiamata e richiesta di aiuto. Questa volta a supporto dei militari di Terzigno arrivano i carabinieri del nucleo radiomobile di Torre Annunziata – agli ordini del maresciallo Luigi Mascolo. La richiesta di aiuto arriva da una traversa di via Giordano, San Michele. Un uomo, di origine straniera, ha tentato di dare fuoco alla compagna. Una scena agghiacciante, un femminicidio scampato nella città che già piange due giovani vittime, due madri, Enza Avino  e Imma Villani. Donne, giovani, donne, uccise dalla furia omicidio di uomini che non si sono mai rassegnati, gelosi, possessivi, malati. Perché solo un amore malato uccide. Si pensa al peggio, l’uomo ha tentato di darle fuoco, prima addosso e poi nella sua macchina. I carabinieri sono arrivati in tempo per evitare la tragedia. Ma anche in questo caso le fiamme diventano l’unica luce in una stradina buia, in una notte che doveva rappresentare quella prima della vigilia, la speranza. Un pomeriggio da dimenticare, una città che ha rischiato di raccontare due tragedie. Ora si prega per il piccolo e la sua famiglia che nel frattempo però passerà un Natale, già di per sé diverso e triste per le restrizioni della pandemia, senza una casa. Il suo tetto sicuro, dove c’era il suo albero di Natale e la letterina, il suo desiderio, pronto per essere esaudito da Babbo Natale.

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