Capri-Anacapri, rispunta l’idea dell’unione dei Comuni

Marco Milano,  

Capri-Anacapri, rispunta l’idea dell’unione dei Comuni

Capri e Anacapri alleati in “un’unione”. I due Comuni dell’isola azzurra – per i quali si è più volte dato vita al dibattito sulla possibilità ed in alcuni casi necessità di dare vita ad un comune unico – potrebbero almeno costituire un’unione. Un istituto giuridico che by-passerebbe la suddivisione tra favorevoli e contrari al “supercomune” che nei vari confronti che si sono succeduti in questi anni si è affacciata, mettendo da un lato della barricata quelli che sostengono che l’isola è una e avrebbe vantaggi in un ente municipale più grande e dall’altra parte gli amanti di campanilismi e bandiere che rispolverano una storia plurisecolare di distinzione tra capresi ed anacapresi. L’unione dei comuni, invece, potrebbe rappresentare “l’uovo di Colombo” salvando capra e cavoli. L’argomento è stato rilanciato da una personalità autorevole come Gianni De Martino, già sindaco di Capri sino al 2019, in un confronto che ha incontrato numerosi pareri favorevoli, in una lettera su “535”, da uno spunto sulla candidatura di Capri a capitale della cultura. «L’Unione dei Comuni è un istituto giuridico che presenta due grandi vantaggi – ha spiegato De Martino primo cittadino di Capri tra il 2014 ed il 2019 – innanzitutto lascia inalterata l’esistenza dei due comuni che, quindi, mantengono la propria autonomia e la propria rappresentanza politica e amministrativa, in secondo luogo consente una organizzazione unica e comune dei più essenziali servizi utili all’isola, con grandi benefici economici, organizzativi, sociali. E proprio la pluralità dei servizi che si potrebbero organizzare in “unione” fa intuire la grande convenienza di tale istituto. Basti solo pensare alla gestione del servizio Rsu. Si potrebbero assicurare, insomma, una serie di servizi che, attualmente, soffrono spesso della “duplicazione” e dello scoordinamento tra due realtà che, invece, vivono sullo stesso pianerottolo».

L’idea dell’unione dei comuni di Capri e Anacapri ha in Costantino Federico, primo cittadino di Capri in precedenti consiliature, un altro convinto sostenitore. Inoltre sia De Martino che Costantino Federico hanno sottolineato, a proposito della candidatura di Capri a capitale della cultura, come molti attrattori turistici e culturali siano nell’altro comune isolano, ad Anacapri. «Non possiamo trascurare che essere capitale della cultura – ha detto ancora De Martino – significa anche dare tutto quello che, per storia e risorse umane, un territorio “unico” (come è in effetti l’isola) può offrire». Sull’altro versante, Anacapri, Franco Cerrotta attuale vicesindaco, e che ha ricoperto la carica di sindaco per quattro mandati, anche sembra sostenere la bontà e la necessità di un’unione tra i due comuni. E chissà che in attesa di un comune unico, per il quale si è parlato in passato anche di un referendum, non si possa, almeno, dare vita all’unione dei comuni di Capri e Anacapri, dando al territorio un’opportunità di crescita e sviluppo unendo le forze.

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