Giunta zoppa e immobile, niente svolta dopo il voto. Il sindaco di Terzigno in balìa delle liti

Andrea Ripa,  

Giunta zoppa e immobile, niente svolta dopo il voto. Il sindaco di Terzigno in balìa delle liti

La tanto attesa svolta di Natale non è arrivata. Anche stavolta hanno avuto la meglio i dissidi interni alla maggioranza. L’ennesimo grande flop a Terzigno capace di andare ad arricchire il già lungo elenco degli appuntamenti persi dalla nuova squadra del sindaco Ranieri, al suo secondo mandato, in poco meno di tre mesi. La costante crisi interna, legata alle liti sulle poltrone, tiene bloccata un’intera macchina amministrativa. Una paralisi – a tratti interrotta dagli adempimenti di carattere urgente come lo sblocco dei fondi per il bonus spesa e le altre iniziative da adottare in tempi di emergenza Covid – partita prima ancora che si insediasse l’attuale amministrazione comunale. Figlia degli scontri che avevano già animato gli ultimi mesi del primo mandato dell’avvocato con la passione per la politica. La rielezione di quasi tutti i “senatori” dei primo quinquennio Ranieri ha riacceso vecchi scontri, su incarichi da assegnare e deleghe da spartire in vista del futuro. Così, a tre mesi dalla vittoria al ballottaggio contro il competitor Aquino al ballottaggio, l’esecutivo di Terzigno – già nominata dopo 40 giorni di trattative post successo nel testa a testa – resta l’unica, forse in tutta Italia, ad essere ancora monca di due assessori. Una giunta che s’è già guadagnata l’appellativo di «eterna incompiuta». Neanche le festività natalizie hanno «portato consiglio». Tant’è che le posizioni di Genny Falciano, vicesindaco nominato ma che non ha ancora accettato l’incarico, e Giuseppe Caputo, anche lui assessore nominato e ancora fuori dall’esecutivo, restano sospese in un limbo apparente dietro cui si celano gli scontri di questi mesi difficili, conditi anche dalla decisione di dover «ingoiare» un presidente del consiglio – Antonio Vaiano – indigesto ai più. Una nomina, o meglio un’elezione, che non ha fatto altro che acuire le divisioni interne. A nulla sono valse, per ora, le rassicurazioni del sindaco che nel corso dell’ultimo consiglio comunale annunciò una «immediata risoluzione» in nome di un «sano e proficuo» confronto tra le varie anime della maggioranza. Il rischio è di arrivare al prossimo consiglio comunale, in prima convocazione il 30 dicembre prossimo, con ancora una giunta incompleta – tre su cinque hanno accettato l’incarico (Sabrina Castaldo, il riconfermato Massimo Annunziata e Vincenzo Guerriero) -. Un segnale politico non di poco conto. Mentre in città nessuno s’aspettava una partenza così a rilento, neanche tra le forze di minoranza in verità, in maggioranza si tenta il tutto per tutto per provare a raddrizzare una barca in balìa delle onde. All’orizzonte è previsto un nuovo vertice, l’ennesimo, per provare a schiarire le nubi grigie su una maggioranza che sembra non essere nata sotto una buona stella. I prossimi incontri potrebbero essere decisivi a stabilire se Falciano e Caputo – rispettivamente referenti dei gruppi Falciano-Mosca e di Serafino Ambrosio – entreranno a far parte della giunta oppure rimescoleranno gli equilibri interni a una maggioranza che sembra già fragile dopo neanche tre mesi di vita.

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