Il procuratore Melillo: tra i 3 pericolosi latitanti da catturare c’è il narcos Raffaele Imperiale

Redazione,  

Il procuratore Melillo: tra i 3 pericolosi latitanti da catturare c’è il narcos Raffaele Imperiale

“Non ci sono più grandi latitanti sul territorio campano grazie all’azione investigativa degli ultimi anni” ma per il capo della Procura di Napoli, Giovanni Melillo, ci sono ancora tre “pericolosi latitanti”, “nomi spesso dimenticati” che rientrano tra gli obiettivi da raggiungere. Innanzitutto Junzo Okudaria, esponente dell’armata giapponese che nel 1984 si rese responsabile della strage di Calata San Marco, a Napoli, dove morirono cinque persone e ne rimasero ferite 14. “Una strage dimenticata”, la definisce Melillo “per la quale non c’è neanche una lapide, un segno, mai un’occasione per ricordare quelle vittime”. Il 14 aprile 1984 Okudaria mise in atto un attentato nel circolo ricreativo militare statunitense. “Latitante dal 1984, ricercato anche dal governo degli Stati uniti è l’obiettivo più importante da raggiugere”, ha detto Melillo. Il secondo obiettivo è Renato Cinquegranella, “condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giacomo Frattini, detto ‘bambulella’, nello scontro nella Nuova camorra organizzata. Fu un omicidio efferato, ricorda il procuratore: “Alla vittima, dopo essere torturata, furono tagliate mani e strappato il cuore”. Una figura, quella di Cinquegranella, che “diede supporto logistico anche ad assassini delle Brigate rosse che avevano appena ucciso il commissario Antonio Ammaturo”. E poi il terzo obiettivo: “Raffaele Imperiale, uno dei grandi broker del traffico di droga a livello mondiale”. Un caso in cui, per Melillo, “scontiamo i difetti e limiti della collaborazione prestata dalle autorità di altri stati in particolare dagli Emirati arabi uniti”.

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