Scafati. Bilancio comunale, un rosso da 300mila euro

Adriano Falanga,  

Scafati. Bilancio comunale, un rosso da 300mila euro

Circa 300mila euro di debiti fuori bilancio, frutto di ben 31 sentenze esecutive, sono arrivati in consiglio comunale ieri sera, per il loro riconoscimento. O meglio, per la loro presa d’atto, essendo già riconosciuti dall’esecutività della sentenza. Si va dagli incidenti stradali, immancabili, alle consulenze non pagate a professionisti convenzionati con l’ente, arrivando agli incentivi professionali dovuti all’ex Rup del mai nato polo scolastico.

E sono proprio i quasi 45mila euro dovuti all’architetto Maria Gabriella Camera a destare attenzione. L’ex dirigente dell’ufficio Più Europa di Palazzo Mayer ha ricoperto il ruolo di Rup del progetto scolastico, dal 2009 al 2014, quando l’azienda appaltatrice abbandonò il cantiere, instaurando un contenzioso con il Comune di Scafati, ad oggi in corso. L’appalto fu revocato, nel 2015, anno in cui piombò su Palazzo Mayer l’Antimafia e la commissione d’accesso, determinando il successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Tra i capitoli dello scioglimento, anche lo stesso polo scolastico, finito nel mirino della magistratura. L’architetto Camera, raggiunto da un avviso di garanzia, si dimise nel 2016, non prima, nel febbraio 2015, di aver inoltrato all’ente legittima parcella per le prestazioni rese. A Camera spettavano infatti i cosiddetti incentivi legge Merloni, pari al 2 per cento del valore di progetto, indipendentemente dalla realizzazione dell’opera. Soldi che Palazzo Mayer non ha mai negato nella legittimità, ma essendoci un procedimento giudiziario in corso che interessa anche l’opera, ha ritenuto di dover attendere l’esito delle indagini. Il giudice però ha accolto la tesi dell’ex Rup, che nel frattempo aveva provveduto, forte delle sentenze a suo favore, a chiedere decreto ingiuntivo con pignoramento delle somme presso la tesoreria. La vicenda è stata denunciata anche alla Corte dei Conti, per un presunto danno erariale derivato dal ritardo del riconoscimento del credito, oramai maturato di interessi e spese legali. Secondo la professionista, a partire dalla commissione straordinaria, sarebbero state riconosciute sentenze successive alla sua, comportando così un doloso aggravio di spese e interessi. L’argomento è stato però rinviato ieri sera in aula per ulteriori approfondimenti. Era invece il 2007 quando un settantanovenne cadde in una buca non segnalata nei pressi di un noto panificio in via Martiri D’Ungheria, arrivando a subire un danno complessivo pari a circa 177mila euro. Soldi che oggi vanno riconosciuti ai suoi eredi. Era rimasto in panne con l’auto in via Passanti, a causa degli allagamenti che ancora oggi interessano la strada, l’ex vicesindaco e assessore al Bilancio, Giacinto Grandito. Era ottobre 2014. Sei anni dopo il giudice ha riconosciuto un danno pari a 5.270 euro complessivi.

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