La colletta della solidarietà a Poggiomarino: negozianti e cittadini fanno rete per aiutare i bisognosi

Andrea Ripa,  

La colletta della solidarietà a Poggiomarino: negozianti e cittadini fanno rete per aiutare i bisognosi

Un sacco in una noce non fa rumore, ma centinaia di euro in monete all’interno di un salvadanaio fanno un’eco che avvolge tutta la città. Poggiomarino si riscopre una comunità solidale anche nei tempi difficili della pandemia, della crisi economica e dei negozi costretti ad abbassare le serrande perché gli incassi sono pochi e le restrizioni tante. Per un volta – vivaddio – i social hanno avuto l’effetto del passaparola. Tutto è partito dagli admin del gruppo “Sei di Poggiomarino se…”, moderato da Lucio Tamburro che ha fatto da “trait d’union” tra il mondo virtuale e quello reale. Il cuore dei cittadini di Poggiomarino e la voglia di essere utili, anche con poco, ha fatto il resto.  Così, oltre ai salvadanai piazzati sui banconi di numerosi esercizi commerciali, costretti a fare i conti con le continue chiusure e riaperture, dentro quei barattoli di latta sono finiti circa 750 euro. Centinaia di micro-donazioni che serviranno ad aiutare chi fa fatica ad arrivare a fine mese. I soldi raccolti in queste settimane saranno «convertiti» in buoni spesa da assegnare alle famiglie in difficoltà – probabilmente saranno individuate dopo un confronto con il parroco della Chiesa di Sant’Antonio –  utilizzare presso i negozi che vendono alimentari della città di Poggiomarino. «Ci è piaciuta l’idea di prendere due piccioni con una fava: aiutare le famiglie in difficoltà e i piccoli imprenditori che stanno facendo i salti mortali per restare aperti, superando mille difficoltà. Ci avvarremo dell’ausilio del parroco, delle associazioni di volontariato per individuare le famiglie bisognose e donare un po’ di serenità», le parole di Lucio Tamburro che ha riproposto l’iniziativa a due anni di distanza dal primo tentativo che riscosse un grande successo. «In tempi dove tutto brilla e il mondo pernsa al superfluo, ci occupiamo di dare il necessario restando umani», dice ancora. E Poggiomarino, stavolta, s’è rivelata essere più umana che mai.

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