Ucciso in un agguato a Napoli mentre si fa tatuare. Era il padre del 17 enne morto durante un tentativo di rapina

Redazione,  

Ucciso in un agguato a Napoli mentre si fa tatuare. Era il padre del 17 enne morto durante un tentativo di rapina

Gli hanno sparato mentre si faceva tatuare nella sua abitazione, un terraneo nel quartiere Forcella, in piena notte. Ciro Caiafa, 40 anni, pregiudicato sottoposto ad obbligo di presentazione alla PS, è stato ucciso poco dopo le 01 del 31 dicembre da sicari che hanno aperto il fuoco si di lui attraverso un finestrone, Colpito da tre proiettili calibro 7.65, Caiafa è morto all’ Ospedale “Pellegrini”. Un proiettile ha ferito di striscio al fianco sinistro il tatuatore, L.D.M. un incensurato di 28 anni, che è stato medicato in ospedale e dimesso.

Ciro Caiafa era il padre del 17 enne Luigi, ucciso da un poliziotto all’ alba del 4 ottobre in via Duomo,a poca distanza da Forcella, mentre tentava una rapina con una pistola finta. Il ragazzo era a bordo di uno scooter rubato, insieme ad un coetaneo, figlio di Ciro de Tommaso, detto “Genny ‘a carogna”, noto per la “mediazione” con le forze dell’ ordine durante la finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, il 3 maggio 2014, svoltasi in un clima di grande tensione per l’ uccisione del tifoso napoletano Ciro Esposito. Sulla morte del figlio di Caiafa – che stava svolgendo la “messa in prova”, prevista per i minori segnalati per reati, lavorando alcune ore al giorno in una pizzeria – e fu colpito da un agente in borghese, c’ erano state polemiche. Il padre aveva invocato giustizia per quella morte.

Per ricordare il 17 enne,in via Sedil Capuano, tra Forcella ed il quartiere San Lorenzo, era stato realizzato un murales con il suo volto, davanti al quale c’ è un altarino con fiori e lumini. L’ iniziativa aveva suscitato reazioni negative di alcuni politici ed organi di informazione. l momento, tra i due omicidi non c’ è alcuna connessione, ed i Carabinieri stanno ricostruendo i contatti di Ciro Caiafa, alla ricerca di eventuali collegamenti con la criminalità organizzata. Nato ai Quartieri Spagnoli,il pregiudicato si era trasferito a Forcella. Nel 2016 fu arrestato dai Carabinieri a Barra, periferia orientale della città, dove si nascondeva in casa di una donna incensurata di 58 anni, che gli aveva dato rifugio. Era ricercato per traffico di droga.

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