Il caos giunta di Terzigno, il sindaco dà l’ultimatum agli indecisi

Andrea Ripa,  

Il caos giunta di Terzigno, il sindaco dà l’ultimatum agli indecisi

Il messaggio chiaro e netto ai consiglieri indecisi della sua maggioranza è arrivato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quando Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno, s’è visto chiuso all’angolo dagli esponenti della minoranza. Francesco Nappo, Stefano Pagano e Vincenzo Aquino – nonostante le continue interruzioni di un capo dell’assise che s’è mostrato ancora una volta troppo nervoso per gestire le pressioni del ruolo – hanno provato a chiedere a più riprese novità sullo stato di «crisi interna» alla squadra di governo locale che oggi, a cento giorni dal ritorno alle urne dello scorso 20 settembre, non ha ancora portato a nulla: o meglio soltanto una giunta azzoppata, con soli tre assessori su cinque e senza vicesindaco. Ad ascoltare, nell’aula virtuale durante il consiglio comunale tenutosi dopo le gaffe del presidente Vaiano, anche Genny Falciano, la vice incaricata che non ha ancora accettato il passaggio in giunta, e Serafino Ambrosio, sostenitore di Giuseppe Caputo, l’altro assessore che non ha ancora reso noto se entrerà a far parte dell’esecutivo Ranieri. Dopo le dimostrazioni di fiducia incassate da Ranieri proprio da Falciano e Mosca – due delle voci più critiche interne alla neonata maggioranza – che hanno ribadito «nonostante le divergenze» il proprio «apporto» al sindaco, prima come uomo e poi come esponente politico, la fascia tricolore ha spiegato che il tempo delle attese è ormai terminato. «Nelle prossime ore prenderò una decisione, ho atteso fin troppo tempo», le sue parole. In realtà l’ultimatum, che aveva già dato ai due assessori, era già scaduto il 31 dicembre scorso. Con le feste di mezzo, si protrarrà probabilmente fino a lunedì. Quando Ranieri dovrebbe annunciare l’assetto definitivo della giunta. Con o senza Falciano (che in caso non dovesse entrare a far parte dell’esecutivo, resterebbe in consiglio comunale) e Caputo, che ad oggi restano incaricati ma non hanno ancora firmato l’atto di accettazione della posizione. La crisi nata dopo il responso delle urne e acuitasi con l’elezione del presidente del consiglio comunale, si fonda sull’assegnazione delle deleghe da distribuire tra assessori e sulle priorità da inseguire dell’attuale squadra di governo. Anche se Falciano e Mosca hanno «respinto» le accuse arrivate dalla minoranza. «Non siamo divisi per una delega» – in soldoni il discorso dei due consiglieri, sempre nel corso del consiglio comunale di alcuni giorni fa – «Abbiamo cominciato un percorso cinque anni fa che ha portato a dei risultati, noi intendiamo portarlo avanti. Al sindaco abbiamo chiesto di prendere una decisione per il bene di Terzigno. Non siamo attaccati alle poltrone». I prossimi giorni saranno fondamentali per provare a dar una squadra di governo completa a un paese che dopo il voto delle urne s’è riscoperto in balìa delle liti e delle lotte intestine.

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