Housing sociale in penisola sorrentina, l’ultima sentenza: il caso arriva alla Consulta

Salvatore Dare,  

Housing sociale in penisola sorrentina, l’ultima sentenza: il caso arriva alla Consulta

Il Consiglio di Stato ha messo una pietra sopra al progetto ex Apreamare messo a punto dall’ingegnere Antonio Elefante: si prevedeva la realizzazione di 56 abitazioni al posto di un capannone dismesso in località Santa Lucia. Ma i giudici amministrativi, confermando quanto già sancito dal Tar della Campania, bocciano l’intervento edilizio. Motivo? Non vengono rispettate le leggi sulle altezze degli edifici e sulle distanze dagli altri immobili. Il complesso a più livelli prevedeva anche attici e piscine all’ultimo piano. Non solo: il Consiglio di Stato solleva la questione di legittimità costituzionale sulla procedura e si rivolge alla Consulta che verrà chiamata ad esprimersi su un elemento cruciale.

Ovvero: il Piano casa della Regione Campania prevede che si possa derogare ai limiti urbanistici. In pratica, la normativa – per palazzo Santa Lucia – può prevalere sulle altre norme ambientali. Secondo gli ambientalisti e altre numerose pronunce della giustizia amministrativa, il Put non può aprire a “finestre” o deroghe che possano magari spalancare le porte a nuove colate di cemento o speculazioni edilizie. Piuttosto, ora sarà la Consulta a dover stabilire se l’articolo 12 della legge del Piano casa sia o meno in contrasto alla Carta costituzionale che evidenzia che in merito alla tutela del paesaggio si tratta di materia di competenza statale e non regionale. Elefante, per il business dell’ex Apreamare – stando a stime, parliamo di un progetto che avrebbe potuto procurare una quarantina di milioni di euro – aveva iniziato una collaborazione con le società Am Marine (in liquidazione), Aldebaran ed Fg Buildings che snocciola tra i referenti gli imprenditori di Portici Antonio e Filippo Iorio e Annarita e Giuseppe Miranda. Il piano prevedeva che 19 delle abitazioni da costruire a Santa Lucia venissero cedute con la formula dell’housing sociale mentre le rimanenti sarebbero state piazzate sul mercato. C’erano già 300 persone che avevano fatto richiesta di assegnazione degli alloggi attraverso il bando pubblicato dal Comune di Sorrento: le case, con posti potenzialmente da riservare finanche alle forze dell’ordine, sarebbero state messe in vendita a un prezzo non superiore a 2mila 600 euro al metro quadrato. Ma il Consiglio di Stato ha sancito che il progetto non è attuabile. Non va dimenticato neppure che l’area dove ricade il capannone ex Apreamare è definita zona D1 dove, già per il Tar, si consentono appena interventi per insediamenti produttivi e industriali. «Nel caso di specie ci troviamo di fronte a un intervento di nuova edificazione – scrissero i giudici – E’ pacifico che l’immobile esistente, un capannone industriale dismesso, sia un manufatto del tutto diverso dall’edificio che si progetta di costruire, una palazzina a destinazione residenziale». Nell’iter giudiziario amministrativo disco rosso pure sul fatto che era stata attuata dalla Soprintendenza la procedura semplificata.

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