Lega Nord, 30 candeline e 49 milioni di debiti

Vincenzo Lamberti,  

Lega Nord, 30 candeline e 49 milioni di debiti
Foto Massimiliano Colombo

Trenta candeline su una torta, 49 milioni di debiti con lo Stato. I numeri non sono mai stati il pezzo forte della Lega che, oggi, nell’epoca dei populismi e della potenza social si è trasformata in una delle forze elettorali più potenti d’Italia. Eppure, ripercorrendo all’indietro il nastro della storia, ancora oggi appare paradossale e complicato da spiegare la ragione che ha portato un movimento locale, caratterizzato da profonde pulsioni razziste e antimeridionaliste, a diventare addirittura un punto di riferimento di buona parte dell’elettorato del Sud. Dal Senatur al Capitano, da “Roma ladrona” ai selfie di Salvini che, da ministro dell’Interno, percorse la parte bassa dello Stivale per raccattare sindaci, consensi e una vagonata di like sui social. Trenta anni di insulti, cappi mostrati nelle aule sacre del Parlamento, la guerra al potere che diventò in breve tempo accordi, trattative e desiderio di poltrone.

Da Pontida al Papeete, dalle adunanze sulla sponda del fiume sacro ai padani, alle foto degne di un food blogger. Ma è anche con questa strategia, e soprattutto con l’atavica tendenza italica a saltare sul carro del (quasi) vincitore che la Lega è riuscita ad entrare anche al Sud. Spariti i cori su “Napoli che puzza”, messe in soffitta le antiche ossessioni contro il Meridione che ruba il lavoro, il Mezzogiorno è diventato territorio di conquista. Basti pensare che oggi il coordinatore provinciale della Lega è Vincenzo Catapano, avvocato, sindaco di San Giuseppe Vesuviano. Supportato in aula da una pattuglia di ben 3 consiglieri comunali. La Lega, poi, nell’area vesuviana esprime anche un parlamentare: il senatore Francesco Urraro, ex grillino, transitato armi e bagagli con la Lega.

La responsabile per gli enti locali della provincia di Napoli, invece, è Tina Donnarumma, giovane odontoiatra stabiese che siede in consiglio comunale a Castellammare sotto il simbolo leghista. Sempre nell’area vesuviana a Poggiomarino la Lega è sparita dall’aula anche se Michele Allegrezza, coordinatore cittadino, siede in aula con una civica. Fu folgorato sulla via di Pontida, invece, Mauro Iovane, rappresentante in consiglio comunale a Torre Annunziata. Salito sul Carroccio quando sembrava fosse pronto per vincere le elezioni, lo ha abbandonato dopo pochi mesi.

Nella vicina Torre del Greco, invece, restano fedeli al Capitano Luigi Mele e Mario Buono. Nell’area dei Lattari, invece, resta la pattuglia leghista a Sant’Antonio Abate con Anna De Stefano e Giuseppe Staiano. Mentre Giulio Pepe, ex consigliere leghista a Gragnano, ha preferito aderire all’Udc. In Penisola Sorrentina, dopo l’adesione dell’ex sindaco di Sorrento, Peppino Cuomo l’onda leghista sembra essersi arrestata: hanno in corso di mandato aderito alla Lega solo l’assessore di Sant’Agnello Attilio Massa e la consigliera Maria Rosaria Terminiello.

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