Crisi politica a Torre del Greco, in bilico anche il «presidente abusivo» del consiglio comunale

Alberto Dortucci,  

Crisi politica a Torre del Greco, in bilico anche il «presidente abusivo» del consiglio comunale
La (ex) giunta di Giovanni Palomba

Torre del Greco. Il sindaco in crisi azzera la giunta e prova a rilanciare la «palla» nel campo dei malpancisti della maggioranza. A un mese esatto dalle minacce di dimissioni lanciate a palazzo Baronale, Giovanni Palomba arriva al bivio di metà mandato: stretto dalla morsa dei falchi della carovana del buongoverno e tirato per la giacchetta dagli alleati, lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio ritira le deleghe a tutti gli assessori e apre alla verifica politica all’interno della coalizione. Una mossa a sorpresa, arrivata al termine dell’escalation di tensioni legate all’atteso rimpasto destinato a spalancare le porte del Comune a due cavalli di ritorno: l’ex presidente del consiglio comunale Felice Gaglione – sgradito al «cerchio magico» di palazzo Baronale  – e l’ex assessore Giuseppe Speranza, in pole position per rimpiazzare Gennaro Granato nell’ambito dell’accordo stretto a inizio consiliatura tra Vittorio Guarino e Annalaura Guarino. Un valzer di poltrone capace di scatenare liti e veleni, sfociate nella nascita di un super-gruppo in consiglio comunale arrivato a lanciare un ultimatum al primo cittadino.

La mossa a sorpresa

L’ufficializzazione della federazione «Il Cittadino Ora La Svolta» ha convinto il primo cittadino a giocare la carta della disperazione: «è necessario un momento di verifica e di riordino dell’attività amministrativa», le parole con cui il primo cittadino ha annunciato l’azzeramento della giunta con il formale ritiro delle deleghe a tutti i sette assessori. «Lo spirito di una tale decisione – la tesi sostenuta dal leader della tremebonda carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni macchiate dallo scandalo del voto di scambio – è dare un nuovo impulso e un nuovo slancio all’intera azione politica in modo da perseguire con maggiore efficienza e operosità i punti programmatici su cui abbiamo ricevuto la fiducia e l’investitura dei cittadini». Insomma, tutti a casa e via alle trattative.

I dubbi degli alleati

Il contropiede del sindaco ha sortito gli effetti sperati dal primo cittadino, scatenando un prevedibile sbandamento tra gli alleati. Sospesi tra la conta delle poltrone e i dubbi sull’ingresso di potenziali «rivali» per gli incarichi. Non a caso, la riunione convocata dal sindaco per un confronto interno è slittata a oggi per improvvisi impegni di vari consiglieri comunali.

Tutto in gioco

Ma stasera al centro della discussione potrebbero non finire solo le nomine degli assessori. L’ultima uscita del capo dell’assise Gaetano Frulio relativa al taglio dei gettoni di presenza non è stata gradita agli alleati. Di qui, l’idea di mettere in discussione la carica del «presidente abusivo» – com’è stato definito da vari colleghi, ricordando la vicenda dell’elezione con soli 12 voti favorevoli a cui si dovette aggiungere la stampella lanciata dai banchi dell’opposizione da Antonio Spierto – e procedere a una rivisitazione complessiva degli incarichi. Insomma, la matassa sembra ingarbugliata come mai in passato. E a pagare le spese dell’ennesimo tira e molla in Comune rischiano di essere sempre i cittadini.

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