Il sogno metropolitano, i sindaci con Bassolino: “Serve più rappresentanza”

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Il sogno metropolitano, i sindaci con Bassolino: “Serve più rappresentanza”

Il ruolo dei sindaci e la loro forza sul territorio, la deriva populista della politica e la perdita di credibilità dell’area metropolitana di Napoli. Le parole di Antonio Bassolino, ex sindaco di Napoli ed ex Governatore, nell’intervista rilasciata a Metropolis, scatenato le reazioni e le riflessioni dei sindaci del territorio. Chiamati direttamente in causa dall’ex ministro. “Bassolino ha ragione – spiega Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare. Un’analisi lucida che condivido in pieno. In qualità di sindaco di un comune importante dobbiamo lavorare per costruire una rappresentanza corposa ed omogenea. I sindaci e i territori devono ragionare in termini di sintesi per avere una forte rappresentatività negli enti sovracomunali”. E anche sul piano politico Cimmino condivide l’analisi di Bassolino: “Nell’ultimo decennio è mancato il ruolo fondamentale dei partiti. Bisogna dare la possibilità ai partiti di riappropriarsi del proprio ruolo e dialogare con la gente, tornare ad essere un punto di riferimento dei cittadini non solo per le elezioni ma anche nell’intero arco amministrativo”. E il forzista Cimmino cita anche un altro politico illustre: “I sindaci, in questo momento, giocano un ruolo fondamentale come ha detto anche Berlusconi. Sul recovery fund chi più di un sindaco può capire come spendere queste risorse”. E’ del Pd, come Bassolino, anche il giovane sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto: “La Città Metropolitana dovrebbe essere un ente in grado di ridare dignità all’area periferica. E su questo convengo con Bassolino: si deve spostare l’asse verso i piccoli comuni affinché sia una realtà a trazione provinciale più che napolicentrica”. Nel mirino finisce soprattutto il sistema elettivo: “Il voto ponderato è una scelta ibrida che non aiuta le piccole realtà. Devo però anche dire che se nei primi anni è stato difficile relazionarsi con l’ente, poi ho trovato beneficio in alcuni consiglieri metropolitani, costieri o vesuviani che hanno colmato questa lacuna” conclude Cartenuto. Anche il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba mette in evidenza le difficoltà di un ente come quello metropolitano. “Il sindaco di Napoli, inevitabilmente, finisce per avere un occhio di riguardo solo per la realtà napoletana”. E da buon figlioccio della vecchia Dc, Palomba ricorda il ruolo della Provincia: “Lì il valore dei comuni anche più piccoli veniva preservato”.  L’analisi dell’ex sindaco di Napoli sul valore aggiunto dell’area metropolitana trova in Andrea Buonocore, sindaco di Vico Equense, un fiero sostenitore. “La tutela della risorsa mare, e il potenziamento delle vie del mare sono per noi un’ancora di salvezza. Su questo Bassolino ha ragione da vendere.  Se superiamo finalmente il Covid, in un territorio difficile e complicato come la penisola, con i trasporti su rotaia che ci ritroviamo, le vie del mare e i porti sono la salvezza per lo sviluppo della zona”. Anche per il sindaco di Vico, poi, “la Città Metropolitana è stata frutto di un’poperazione che porta in se un forte disagio. Quando scegli gli eletti tra sindaci e non c’è un radicamento forte, anche l’eliminazione delle province finisce per diventare un aborto”. Un’area, quella metropolitana, per la quale c’è bisogno di rimettere in evidenza il rapporto col territorio. Nino Giordano, sindaco di Lettere, racconta: “Sulla mia pelle posso dimostrare che, negli ultimi mesi, c’è stata un’inversione di tendenza con finanziamenti di piccoli comuni da parte della Città Metropolitana. Ma è vero che per anni siamo stati dimenticati rendendo difficile anche la manutenzione ordinaria della viabilità di competenza provinciale”. Giordano però è critico: “Quelle di Bassolino sono belle parole ma somigliano a quelle di uno che non ha mai governato, invece non mi pare sia proprio così”. E spiega meglio: “Le faccio un esempio: siamo lasciati a noi stessi sulle demolizioni. Nessuno parla e non per difendere gli abusivi perché significherebbe delegittimare il potere giudiziario, ma per parlare di un ripristino della legalità senza mortificare i territori. La politica, anche quella con la p maiuscola di cui Bassolino fa parte, è assente. E se pensiamo al condono del 2003, con la legge targata proprio Bassolino, pensiamo a danni peggiori”. Francesco Ranieri condivide delle parole di Bassolino soprattutto il tema del ruolo dei sindaci: “In questo periodo, con l’emergenza sanitaria – spiega il sindaco di Terzigno – i sindaci sono stati un punto di riferimento dei territori. Credo che la politica debba ripartire dal basso e soprattutto dalla forza del rapporto tra sindaci e territorio”.

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