Città Metropolitana, assegnate le deleghe a 12 consiglieri: scontro tra Pd e de Magistris

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Città Metropolitana, assegnate le deleghe a 12 consiglieri: scontro tra Pd e de Magistris

Le elezioni a sindaco di Napoli sullo sfondo aprono la guerra politica tra Pd e de Magistris nella Città Metropolitana. Ieri l’iniziativa del sindaco partenopei che ha riassegnato le deleghe ai consiglieri, provando a ribadire il patto politico con i Dem e con Forza Italia. “È nostra intenzione proseguire nella direzione di portare a compimento la nostra azione per lo sviluppo e la crescita del territorio. Grazie al contributo di tutti i consiglieri, abbiamo raggiunto gli obiettivi strategici che ci eravamo preposti. Con l’attribuzione delle nuove deleghe, che vede la partecipazione quasi unanime del Consiglio Metropolitano, siamo certi di ottenere ulteriori risultati da aggiungere a quelli raggiunti in questi anni”. L’ex magistrato, che sicuramente non si ricandiderà a sindaco dopo i due mandati e che sta valutando l’ipotesi di correre come governatore in Calabria sta cercando di ricucire i rapporti con il centrosinistra. ‘’E’ una scelta politica e anche personale ma ci sto seriamente pensando anche perchè coincide con la fine del mio secondo mandato e da uomo del Sud non mi dispiacerebbe dare un contributo a quella terra che amo molto’’. Lo ha detto il sindaco di Napoli, parlando della sua possibile candidatura alla presidenza della Regione Calabria. ‘’L’idea di unire il Sud è una bella cosa e io sono un meridionalista convinto. E’ una sfida particolare – ha aggiunto – affascinante, difficile, fatta di passione, dedizione ma anche di rischi’’. E tornando sulla vicenda della Città Metropolitana ha aggiunto: “I Consiglieri delegati da me indicati – ha proseguito de Magistris – saranno chiamati a collaborare con il sindaco e a lavorare affinché si possa continuare a dare risposte concrete ai cittadini dei comuni della Città Metropolitana, che tra l’altro hanno amministrazioni con colori politici differenti” le sue parole. Per de Magistris, infatti, ci sono immediati obiettivi strategici da portare a termine – ha concluso il Sindaco Metropolitano – che necessitano del contributo di tutte le forze presenti in Consiglio: in particolare, la piena attuazione del piano strategico e il riordino del sistema di trasporto pubblico locale”. Ma l’iniziativa, che aveva il compito di sparigliare anche le carte nel territorio politico avverso, ha ricevuto per ora il secco “no” dei vertici del Pd. “Il Partito Democratico di Napoli ribadisce la propria ferma opposizione all’amministrazione De Magistris, sia al Comune di Napoli che in città metropolitana”, le parole dei componenti della segreteria metropolitana Pasquale Esposito e Gennaro Acampora, che continuano: “Non ci faremo coinvolgere in nessun modo negli ultimi mesi di mandato di Luigi De Magistris”. Un messaggio chiaro anche a quei consiglieri democrat che potrebbero farsi ingolosire dalle deleghe: “Chiunque decida di accettare le deleghe e di ergersi a stampella degli ultimi mesi dell’ormai chiaro disastro amministrativo perseguito dal Primo Cittadino, è fuori da ogni ragionamento interno al nostro partito”. Giusto per ribadire la linea politica dei Democrat, in serata, è arrivata anche la nota del presidente del partito. “Il Partito Democratico è opposizione al sindaco Luigi De Magistris sia in consiglio comunale che in città metropolitana. La nostra è ancora una volta un’opposizione di merito: la qualità della vita dei nostri concittadini è drasticamente peggiorata negli ultimi 10 anni, per cui lavoriamo con i nostri alleati, con il mondo dell’associazionismo, con il civismo attivo, alla costruzione di un percorso di netta discontinuità e di profondo cambiamento” il duro atto d’accusa di Paolo Mancuso, in riferimento alla riassegnazione delle deleghe in città metropolitana avvenuta questa mattina. E rispetto alla posizione di Tito, che ha accettato le deleghe (vedi articolo in pagina) arriva la “scomunica diretta”: “Per quel che riguarda il consigliere metropolitano Giuseppe Tito, anche alla luce della valutazione del gruppo consiliare in città metropolitana – aggiunge – chiederò, in qualità di presidente del partito alla commissione di garanzia, che vengano applicati i necessari provvedimenti statutari”. Un’altra vicenda che segnala la bufera in atto ormai soprattutto all’interno del Pd. Dove anime diverse stanno convivendo e dove, spesso, gli scontri sono diventati una caratteristica del confronto politico interno a Napoli.

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