Poggiomarino, via ai lavori sulla strada della morte

Andrea Ripa,  

Poggiomarino, via ai lavori sulla strada della morte

Il via libera alla riqualificazione di via Filippo Turati arriva a un anno dall’ultima immane tragedia consumatasi su quel tratto di strada che conduce da Poggiomarino a San Giuseppe Vesuviano. Pochi chilometri di asfalto, un raccordo importantissimo per i vicini collegamenti con la Statale del Vesuvio 268, che a Poggiomarino tutti chiamano “lo stradone”. Forse perché è una delle carreggiate più ampie che attraversano il piccolo comune all’ombra del Vesuvio. Da qualche anno, però, c’è chi ha cominciato a dare una specifica a quella via. Aggiungendo a “stradone” le parole “della morte”, tante le vittime che negli ultimi anni hanno perso la vita proprio lungo quella striscia di strada. Corse folli, dissesti stradali e terribili incidenti hanno trasformato pochi chilometri in un cimitero, a ogni angolo spunta un mazzo di fiori o una targa in memoriam. L’ultima vittima di quella via maledetta, in ordine di tempo, è Giuseppe Orbuso. Una ferita ancora aperta nel cuore di tutta la comunità poggiomarinese, perse la vita dopo un incidente stradale giusto un anno fa. Era la notte di San Silvestro, avrebbe dovuto festeggiare il nuovo anno e invece rimase intrappolato nell’auto. Suo figlio piccolo, che era in auto con lui, si salvò perché fu sbalzato fuori dall’abitacolo. Pendeva, già all’epoca, sul tavolo della Città Metropolitana il progetto presentato dall’ex amministrazione comunale – portato in giunta dall’allora assessore Alfredo Conte – il piano di riqualificazione e adeguamento della strada. Un milione e duecentomila euro per renderla più sicura, realizzando anche un’area da destinare al passaggio delle biciclette. Un progetto a lungo osteggiato dalla vecchia minoranza, che ora guida il municipio, che avrebbe ben visto la realizzazione di lavori di adeguamento lungo un’arteria alternativa – come via Passariello – per decongestionare il traffico e rendere il tutto più sicuro. Appare singolare che al taglio del nastro dei cantieri ci sarà l’attuale sindaco, Maurizio Falanga, nel frattempo subentrato a Leo Annunziata sfiduciato a febbraio, che quel piano l’aveva aspramente criticato. Le opere varate dalla precedente amministrazione e finanziate con i fondi provinciali contenuti nel Piano Strategico per i Comuni le sta tenendo tutte a battesimo lui, dopoché l’accelerata finale s’è dovuta al commissario prefettizio giunto a palazzo De Marinis tra la fine di febbraio e settembre. Nei giorni scorsi i funzionari del Comune di Poggiomarino hanno provveduto, dopo mesi d’attesa, all’affidamento del maxi appalto da oltre un milione di euro per il rifacimento di tutta la strada fino al confine con San Giuseppe Vesuviano a una ditta di Torre Annunziata, la Viola Costruzioni. I lavori partiranno nel giro di poche settimane – contestualmente a quelli su via Fornillo – con la speranza di trasformare quello “stradone della morte” in una semplice arteria di collegamento tra due comuni. Spazzando via quella scia di sangue e disperazione che negli ani ha sfasciato famiglie intere, come quella di Giuseppe Orbuso padre di due bambini rimasto senza vita sull’asfalto gelido di via Filippo Turati.

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