Scafati. Incendio devasta il bar del fratello del pentito

Adriano Falanga,  

Scafati. Incendio devasta il bar del fratello del pentito

A fuoco il chiosco del fratello del collaboratore di Giustizia Andrea “Dario” Spinelli. Erano da poco passate le 2, nella notte tra venerdì e sabato, quando i residenti di Piazza Falcone e Borsellino hanno avvertito una puzza di bruciato e del fumo nero provenire dal chiosco da anni presente in piazza. Sul posto i carabinieri della locale tenenza e i vigili del fuoco del distaccamento di Sarno. Domato il rogo, ai militari non è restato altro che avviare le indagini per ricostruire la dinamica di quanto accaduto, e soprattutto verificare l’eventuale sussistenza di dolo.

Secondo le prime testimonianze, le fiamme sarebbero partite da un grosso telo di plastica che funge da copertura esterna, fino a raggiungere l’interno del locale, ovviamente chiuso. Una versione che trova sostegno anche dalle parole del proprietario, che agli uomini del tenente Gennaro Vitolo avrebbe dichiarato di credere in un corto circuito generatosi dalle luminarie natalizie lasciate accese. Al momento questa versione sembra essere la più plausibile, visto che per ora si esclude l’origine dolosa. Nulla però può essere escluso a priori, considerati i precedenti dell’uomo e ovviamente i suoi rapporti familiari. I carabinieri hanno avviato le indagini a tutto campo per capire se dietro le fiamme, che comunque hanno provocato ingenti danni alla struttura, ci sia la natura accidentale o la matrice dolosa. Il chiosco non è nuovo ad episodi simili, nel 2009 fu interessato da un altro rogo, senza però riscontrare la natura dolosa. Ancora prima, nel 2007, a distruggere parzialmente l’attività fu una bomba carta. Erano però lontani i tempi della collaborazione del più noto fratello Dario, che ha deciso, nel 2017, di aiutare lo Stato a smantellare le diverse frange criminali operanti sulla zona. Affiliato al clan Cesarano di Pompei, Spinelli è stato determinante per la buona riuscita delle ultime operazioni condotte dall’antimafia di Salerno. Nel luglio del 2017 furono esplosi almeno cinque colpi di pistola contro il bar “La Dolce Vita” in via De Gasperi, di cui era titolare la moglie. Questo non scoraggiò Spinelli di portare avanti la sua collaborazione. Ma l’ex piazzetta Genova, oggi dedicata ai due eroi, magistrati antimafia Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, è stato teatro dell’omicidio di Armando Faucitano. Era una domenica mattina, il 25 aprile 2015, quando a pochi metri dal chiosco della famiglia Spinelli Faucitano cadde sotto i colpi di pistola di due killer.

CRONACA