Ercolano, ritardi per i buoni-spesa: minacce di morte al sindaco e ai suoi figli

Daniele Gentile,  

Ercolano, ritardi per i buoni-spesa: minacce di morte al sindaco e ai suoi figli
Il sindaco Ciro Buonajuto

Ercolano. Gli haters della rete tornano a ruggire su Facebook, scrivendo l’ennesima pagina nera – rigorosamente 2.0 – della storia della città degli Scavi: al sindaco Ciro Buonajuto e ai suoi familiari è stata augurata, infatti, la morte per i ritardi nella consegna dei buoni alimentari. È successo tutto nel luogo in cui tutti si sentono autorizzati a parlare di tutto: i social. Un cittadino ha scritto un lungo post in  cui lamentava di non avere ancora ricevuto il buono spesa che il Comune – non senza fatica-  sta distribuendo ai cittadini meno abbienti, i nullatenenti alle prese con conti con la crisi economica legata all’emergenza sanitaria, a partire dal mese di dicembre. Tuttavia, un leone da tastiera di turno ha «pensato bene» di superare il confine della critica e di offendere il leader locale di Italia Viva. Arrivando perfino a augurare pubblicamente la morte del sindaco e dei suoi figli. Un post shock, diventato oggetto di discussione e capace di indignare non solo il capo dell’amministrazione comunale bensì centinaia di internauti – la parte sana di Ercolano – scesi in campo per difendere il numero uno di corso Resina, pronto come accaduto già in passato a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

Il ritardo per i ticket

Al centro della polemica e quindi del post shock, c’è il ritardo avvenuto nella consegna dei buoni alimentari ai cittadini in difficoltà. Si tratta di un ritardo motivato da precise ragioni, come ha rimarcato il sindaco Ciro Buonajuto: gli uffici comunali sono alle prese con una massiccia operazione di screening delle richieste pervenute, in quanto su circa 3.000 domande per ricevere il buono è immediatamente apparso come in molti hanno tentato di «fregare» il sistema: marito e moglie che hanno inoltrato due differenti domande, beneficiari di altri tipi di sussidi statali, domande rimaste incomplete. Insomma, un vero assalto alla diligenza capace di richiedere una dovuta verifica scrupolosa che a oggi ha permesso al Comune di erogare circa 200 buoni alimentari. Chiaramente anche le altre domande pervenute – come ha rassicurato il sindaco – saranno elaborate e risolte in breve tempo, ma non senza una verifica meticolosa.

L’ira del sindaco

«Ho deciso di denunciare gli autori dei commenti in cui si augura la morte ai miei figli, perché da sindaco e da padre non posso tollerare la cattiveria gratuita e disumana che in queste ore sta montando sui social – la delusione di Ciro Buonajuto -. Quando decidi di amministrare la cosa pubblica metti in conto che ci sia qualcuno che ti critica che arriva anche a insultarti. Ma a tutto deve esserci un limite. In questo momento i dipendenti comunali, a cui va il mio ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo, che sono impegnati a vagliare le richieste per i buoni spesa, hanno dovuto rallentare il loro lavoro perché in tanti hanno fatto i furbi, con dichiarazioni false e domande presentate da persone appartenenti allo stesso nucleo familiare. Questi atteggiamenti scorretti hanno imposto un controllo capillare su ognuna delle circa 3.000 domande pervenute in Comune. Mi è stata chiesta molta attenzione affinché i buoni alimentari andassero a chi veramente ne avesse bisogno e non ai furbi; ebbene per far questo servono controlli che richiedono qualche giorno in più. Inoltre sono arrivate mille domande incomplete o errate che avremmo dovuto rigettare. Invece, per aiutare tutti, stiamo cercando di andare incontro anche a coloro che hanno sbagliato a compilare le istanze».

Caccia ai furbetti

Come un vaso di Pandora quando viene aperto tutti i mali vengono a galla e a Ercolano non sono pochi. Stando a una verifica interna scattata in seguito all’erogazione dei buoni spesa è emerso che, la maggior parte degli haters seriali, i leoni da tastiera, sono proprio quelli che non pagano alcun tipo di tributo pubblico, dalle tasse alla Tari. Così nella città degli Scavi a oggi c’è una evasione fiscale attestata intorno al 40% ed è uno dei principali motivi per cui a oggi, al Comune, si registra un buco milionario – circa 20 milioni – che fanno pendere la scure verso l’oblio del dissesto finanziario. @riproduzione riservata

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