Bici in piazza per Anna: l’ultimo addio alla ciclista di Boscoreale

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Bici in piazza per Anna: l’ultimo addio alla ciclista di Boscoreale

«Adesso guidaci da lassù ». Vincenzo stringe i pugni e guarda il cielo, lasciandosi andare a un urlo di dolore che squarcia il silenzio del sagrato della Chiesa dei flagelli a Boscoreale. Nella bara c’è sua moglie Anna, 37 anni, mamma di due bellissimi bambini travolta e uccisa ad Agerola mentre era in bici con il suo gruppo sportivo. Un omicidio stradale per il quale vi è un indagato, ma ancora troppe domande senza risposta. Il sole bacia la piazzetta dove la comunità si ritrova per stringersi al fianco di Vincenzo e dei suoi figli. Privati troppo presto di una donna solare e unica come solo una mamma sa essere. Le parole di don Giovanni D’Andrea, parroco della chiesa, sono forti e arrivano diritte al cuore di chi si chiede ancora oggi se tutto questo sia vero. «Ci chiediamo perché e gridiamo “ ma Dio dov’è? Dov’è il Dio nostro padre e nostro fratello». È questo il grido di dolore misto a rabbia che si innalza in queste ore dinanzi alla tragica notizia di morte di questa nostra sorella, figlia della nostra terra e della nostra comunità. La morte l’ha colta tragicamente nel pieno del suo vigore quando come sportiva attraversava le strade del nostro territorio e forse lì, mentre con la sua bici correva le curve della vita «contemplava le bellezze del creato e lodava Dio per il dono della vita e per lo splendore che ogni giorno rallegra il cuore dell’uomo. E mentre il suo cuore conquistava velocità e vigore un evento improvviso ha segnato la parola fine». Poco distanti, fuori dalla chiesa, anche tutto il gruppo sportivo che, con Anna, condivideva la passione per la bici e le passeggiate fuori porta. Tutti in tuta per dirle addio. L’ultima pedalata, in quella maledetta galleria poco e male illuminata, è stata fatale. Don Giovanni, parroco della Chiesa della Madonna del Flagelli, prova a lenire quel dolore con la parola di Dio: «La nostra sorella ha varcato le soglie della vita per vivere gli sconfinati spazi del Paradiso. Certo manca e mancherà la sua presenza, i suoi abbracci, la sua tenerezza di moglie, madre, sorella ma vivo è il suo sorriso e nella Speranza cristiana sappiamo che lei vive in Dio e in Dio con noi e per noi. Non smarriamo la Speranza, non lasciamo che la morte vinca la vita, che il dolore spenga per sempre il palpito del suo cuore», dice con voce forte. Ma gli occhi che ha davanti sono smarriti e invasi dalle lacrime: «Immane è la sciagura che ha colpito la famiglia Del Gaudio ma più grande è la Speranza che Gesù stesso ci offre. Oggi gli occhi appesantiti dalle lacrime non riescono a scorgere la luce della sua presenza ma presto grazie alla sua intercessione scorgeremo che la nostra sorella è amore e l’amore è immortale perché nessuna morte può vincere l’amore». Un abbraccio d’amore e di silenzio accompagna il feretro verso il cimitero. Ci sono due bimbi da proteggere ancora. Ci sono risposte che devono arrivare. Perché di questa terribile tragedia almeno si possa individuare un colpevole. «Non ci ridarà Anna», sussurra un familiare. «Ma almeno sapremo davvero cosa è successo quella terribile mattina».

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