Il business-rifiuti a Torre del Greco: i traffici dei netturbini infedeli scoperti dagli 007

Alberto Dortucci,  

Il business-rifiuti a Torre del Greco: i traffici dei netturbini infedeli scoperti dagli 007
L'isola ecologica di largo Annunciazione

Torre del Greco. Il «sistema» era collaudato: durante gli orari di apertura al pubblico, un motocarro Apecar varcava l’ingresso dell’isola ecologica di largo Annunciazione e il conducente di turno provvedeva alla «raccolta» di materiale ferroso e apparecchiature elettroniche. Il tutto sotto lo sguardo del sorvegliante incaricato dalla ditta Buttol a vigilare sul corretto deposito dei rifiuti: un business – rigorosamente fuorilegge, in danno al Comune e al colosso di igiene urbana con sede legale a Sarno – andato avanti durante tutto il periodo da inizio novembre a fine dicembre e smascherato dagli 007 di un’agenzia investigativa privata. è l’ultimo capitolo dell’odissea Nu all’ombra del Vesuvio, costato – al momento – una sospensione di 10 giorni ai netturbini-infedeli pizzicati a «lucrare» sulla Nu.

I sospetti e le indagini

Che qualcosa non funzionasse correttamente all’interno dell’isola ecologica di largo Annunciazione – a ridosso dell’ex Orfanotrofio della Santissima Trinità – era chiaro già durante la scorsa estate. Così, a inizio novembre, la ditta Buttol decise di affidare a un’agenzia investigativa privata il compito di fare piena luce sul «funzionamento» del centro di raccolta di ingombranti e materiali Raee e sul comportamento dei propri lavoratori. Ebbene, il dossier video e fotografico realizzato dagli 007 durante il periodo di osservazione non lascia spazio a dubbi: i netturbini-infedeli avevano messo in piedi un autonomo e illecito traffico di rifiuti, in danno del Comune e della stessa ditta Buttol. In pratica, la ricostruzione degli investigatori privati, gli operai della Nu rubavano e trafficavano – in concorso con una serie di complici in via di identificazione – il materiale ferroso e i motori degli elettrodomestici, in particolare frigoriferi. Una «pratica» abituale – come si evince dal corposo dossier consegnato dall’agenzia investigativa privata – e portata avanti con vari mezzi e complici pronti a trafficare con l’oro nero dei rifiuti.

Le sospensioni

Una volta raccolte le prove schiaccianti del coinvolgimento di vari netturbini-infedeli nel business fuorilegge, la ditta Buttol – relazioni e rilievi fotografici alla mano – ha fatto scattare le prime contestazioni, con la sospensione cautelare dal servizio per 10 giorni in attesa di ulteriori approfondimenti. Ai lavoratori, inoltre, sono contestate anche una serie di false attestazioni in merito agli orari di ingresso e uscita segnati sul foglio delle presenze. In pratica, secondo la relazione degli investigatori privati, all’interno dell’isola ecologica di largo Annunciazione era in vigore il «capitolato speciale d’appalto» deciso dai netturbini-infedeli. Così poteva capitare che i cancelli del centro di raccolta venissero aperti in ritardo rispetto agli orari comunicati dall’azienda oppure chiusi in anticipo. Con tutte le conseguenze e le criticità rilevate negli ultimi mesi, capaci di convincere i vertici del colosso ambientale con sede legale a Sarno a mettere in campo gli 007 per smascherare i netturbini-infedeli.

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