L’ex consigliere Maddaloni: «In Città Metropolitana manca un esecutivo»

Vincenzo Lamberti,  

L’ex consigliere Maddaloni: «In Città Metropolitana manca un esecutivo»

E’ stato consigliere metropolitano ed ha collaborato alla realizzazione di alcuni progetti per diverse città della provincia. Non rieletto al comune di Ercolano, Michele Maddaloni è un esponente politico del Pd che di quell’esperienza porta con se un ottimo ricordo.

Michele Maddaloni, in questi giorni il dibattito avviato dall’ex Governatore Bassolino, rimette al centro della discussione l’area metropolitana, mortificata da una riforma a metà. Condivide?

«La riforma dovrebbe essere migliorata perché un sindaco di una città come Napoli può dare poco a un’area metropolitana se non ha una squadra forte, se non si creano delle condizioni riesce a delegare funzioni vere ai consiglieri».

Cosa manca secondo lei davvero?

«La risposta è semplice: la giunta. Quella riforma va rivista perché è assente un organo di sintesi. Non è pensabile che vi sia un passaggio direttamente dal sindaco al consigliere metropolitano con deleghe che, ricordiamolo, non è un assessore».

Ci sono anche altri nodi secondo lei?

«Lo so che dirò una cosa impopolare e forse, per l’onda populista che ci ha travolti fuori luogo. Non può essere Città Metropolitana un ente dove il consigliere non ha un rimborso spese. Lo dico io che ci ho rimesso un quinto dello stipendio. Ma è assurdo che un consigliere non abbia neanche i soldi per andare in Città Metropoilitana. Io venivo da Ercolano, un comune dove il gettone di presenza mi consentiva di raggiungere la sede di Napoli e fare politica. Il vero nodo, poi, è che ho dovuto abbandonare il mio territorio e seguire anche altri comuni, pagando poi in termini di consenso».

Il sindaco de Magistris, due giorni fa, ha nominato Enrico Panini nuovo capo di gabinetto dell’Ente. E’ un ruolo importante?

«Il capo di gabinetto è un ruolo centrale e deve coprire proprio la mancanza e il vuoto della figura politica del sindaco, diventando cerniera tra consiglieri delegati e primo cittadino. E’ un ruolo importante che se svolto bene dà efficacia al lavoro svolto».

Le nuove elezioni, presupponendo che Dema questa volta non avrà gli stessi consensi di 5 anni fa, determineranno una polarizzazione del confronto politico. Sarà un bene o un male?

«I limiti dell’esperienza di Dema li conoscevamo. Era un contenitore politico dove, poi, si è scoperto che c’era di tutto. Non credo che sia un’esperienza che si vada a riproporre anche questa volta. Ci sarà una maggiore demarcazione tra centrosinistra e centrodestra. Devo però dire che io con i colleghi di Dema e di Forza Italia ho lavorato benissimo, chi vuole lavorare lo può fare. Parliamo di una vasta area da governare, dove deve emergere la capacità del consigliere di guidare i territori».

Dei tanti progetti che avete presentato, c’è qualcosa che ricorda con piacere?

«Anzitutto, ma questa non è una novità, il piano strategico dove è stata data ai comuni la possibilità di essere protagonisti con proprie progettualità. Io poi, ho curato la rete dei licei musicali della città metropolitana con la formazione di un’orchestra e la realizzazione della festa della musica».

C’è anche altro?

«Il lavoro fatto in questi anni sulla Reggia di Portici con la pulizia e messa in sicurezza del bosco inferiore, e l attività del comitato di gestione della Reggia  con la Sovrintendenza e la facoltà di agraria che hanno portato risultati mai raggiunti prima con il finanziamento di tanti progetti tra cui il ripristino di tutti gli infissi della facciata principale del bosco inferiore, e il finanziamento del restauro dello scalone monumentale ad opera del MiBACT su un progetto della Soprintendenza. Vorrei anche sottolineare i contributi straordinari per il Teatro San Carlo, il Mercadante, e soprattutto la grande collaborazione con la Regione per la nascita della fondazione del Teatro Trianon Viviani».

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