Meridbulloni, l’azienda fa muro ma la Regione promette fondi

Vincenzo Lamberti,  

Meridbulloni, l’azienda fa muro ma la Regione promette fondi

Al tavolo del ministero va in scena il muro contro muro sulla vicenda Meridbulloni. Il Gruppo Fontana chiude le porte a ogni trattativa con i sindacati. Serve a poco la mediazione del Mise, la presenza della Regione e del Comune di Castellammare. I vertici della società restano fermi sulle proprie posizioni. L’azienda di Castellammare chiuderà i battenti: per i lavoratori arriva la proposta di trasferimento al Nord. Come anticipato da Metropolis l’azienda ha già offerto una serie di incentivi agli operari che accettassero la destinazione a Torino. Canone di locazione pagato per 24 mesi, 10mila euro ciascuno come indennizzo di ristoro per il disagio, assunzione di un familiare per 6 mesi e scelta del sito produttivo al Nord. Ma su questo punto i sindacati esprimono forti dubbi, già 25 lavoratori su 30 interpellati avrebbero dato una disponibilità. Per chi, invece, dovesse rifiutare il trasferimento il Gruppo Fontana prevede il pagamento di 9 mensilità. Forte l’opposizione delle organizzazioni sindacali per le quali le fusioni sono avvenute sempre tra aziende del Nord, e dunque sarebbe opportuno portare i lavoratori IBS a Castellammare. L’idea è quella di preservare la produzione al Sud ed estendere la cassa integrazione. Le organizzazioni sindacali, pur avendo registrato il muro contro muro della proprietà, sono soddisfatte della tutela politica che ha riconosciuto la centralità del sito produttivo. Al tavolo infatti l’assessore regionale alle attività produttive, Marchiello, ha chiesto di “sospendere tutto almeno fino al 30 aprile. La dignità dei lavoratori non va mortificata, non sono merce da impacchettare”. Parole dure anche dal sottosegretario Todde: “Capisco le ragioni del gruppo, ma è necessario mantenere gli insediamenti produttivi e non impoverire l’insediamento imprenditoriale e il know how dell’area”. Il sindaco di Castellammare ha chiarito subito che “non ci saranno speculazioni di alcun tipo, lo abbiamo spiegato subito e sancito in consiglio comunale. Abbiamo il dovere di tutelare impegno, passione dei lavoratori, patrimonio inestimabile da non disperdere. Fa piacere sapere che c’è un senso di responsabilità della proprietà ma puntiamo a preservare il sito produttivo. Lo dobbiamo al territorio”. Si lavora sull’ipotesi di un contratto di sviluppo che prevede incentivi per chi volesse investire in quell’area. Fondi che sarebbero vincolati all’assunzione dei lavoratori Meridbulloni che non decidessero di trasferirsi al Nord. Un’ultima partita, la più delicata, per non vedere sparire ancora una volta un’azienda di eccellenza al Sud.

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