La sfida di Forza Italia a Conte: “Noi restiamo all’opposizione”

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La sfida di Forza Italia a Conte: “Noi restiamo all’opposizione”

Soffiano i venti della crisi nella maggioranza giallorossa dopo la forzatura di Matteo Renzi che, di fatto, ha spedito Italia Viva all’opposizione.

Gigi Casciello, deputato campano di Forza Italia, analizza il delicato momento che sta attraversando il Paese. Casciello, in queste ore in molti vi tirano per la giacca. Cambierà qualcosa?

«Forza Italia è all’opposizione di questo governo. Non ci faremo tirare per la giacca. Gli italiani non capiscono perché ci sia questa crisi, si aspettavano dalle forze dei maggioranza un senso di responsabilità forte, non mi pare sia venuto fuori. Anzi, si va verso una soluzione raccogliticcia ma era un teatrino da evitare».

Non sarete responsabili, dunque?

«Guardi sono stato tanto irresponsabile, nel senso di inquieto, fino ad ora che questo tipo di responsabilità la evito volentieri».

Renzi contro tutti. Ha deciso di aprire una crisi al buio.

«Renzi è tanto innamorato di se stesso che rende spesso difficile realmente quale siano le sue strategie. Lui ha posto dei problemi anche seri, perché è vero che il premier Conte ha espropriato il Parlamento coi Dpcm. Poi con i servizi segreti e i comitati per il recovery fund ha espropriato anche il Governo. Renzi ha posto solo il problema un po’ fuori tempo».

Il voto a maggio fa paura a tutti?

«Doverosa premessa: noi non abbiamo alcuna paura di andare al voto. Crediamo solo che questo sia l’ultimo pensiero degli italiani. Magari, avremmo affluenza record se insieme al voto facessimo anche le vaccinazioni. In verità, per dirla alla Flaiano, la situazione se non fosse drammatica ci sarebbe da ridere».

Non si può negare però che molti parlamentari questo voto non lo vogliono.

«Nessuno fa del moralismo ma tutti sono preoccupati di tornare al voto. La prossima volta avremo 400 deputati e 200 senatori, quindi 315 parlamentari in meno. Io sono il parlamentare campano d’opposizione più presente, vivo con passione il mio ruolo e sarei ovviamente deluso dal non poter tornare in aula».

Un’ipotesi Cartabia o Draghi non vi piacerebbe?

«Non decido io la linea del partito, ma personalmente sarebbe meglio di un governo pasticciato che fino ad ora è stato inadeguato ad affrontare emergenza.  Non credo ci siano le condizioni in questo momento, e poi pare abbiano trovato i 3- 4 voti necessari».

Situazioni come queste allontanano ancora di più la gente dalla politica?

«La gente ha già mille problemi e vuole che la politica glieli risolva. Detto ciò però basta anche con posizioni qualunquiste. Fa male chi non vota, grazie a queste persone abbiamo questo governo. Non sa quanti che votano Cinque Stelle poi mi avvicinano per chiedermi cose. E’ questo modo di fare politica che ci danneggia».

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