Scafati. Il consigliere comunale Sarconio rischia la decadenza

Adriano Falanga,  

Scafati. Il consigliere comunale Sarconio rischia la decadenza

«Basterà una Pec per togliere l’incompatibilità, provvederò già in settimana, ma lo ripeto, ho ritenuto giusto essere accanto ai cittadini in questo ricorso». Rischia la decadenza dal suo ruolo di consigliere comunale, l’esponente di minoranza Giuseppe Sarconio. Mercoledì in consiglio comunale si aprirà la procedura di contestazione per la sua incompatibilità, che qualora non venisse rimossa, lo porterebbe dritto alla decadenza. Il grillino ha deciso di fare un passo indietro «per continuare il mio mandato elettorale» ma non per questo rinuncerà a sostenere quella che per lui è «una battaglia di civiltà e vivibilità». «Ritengo che la convenzione tra il comune di Scafati e l’azienda conserviera La Regina favorisca troppo l’imprenditore e penalizzi la nostra comunità» dice. Ed è qui l’origine della questione. Sarconio, con un comitato di cittadini residenti in via Nuova San Marzano, ha sottoscritto un ricorso al Tar impugnando la delibera consiliare 80 del 28 luglio scorso, in cui il Comune concedeva all’industria conserviera un permesso di costruire relativo ad un ampliamento produttivo di circa 50mila metri quadri. Un permesso negato in precedenza e sul quale si attende decisione del Consiglio di Stato. Ciò nonostante, la convenzione è stata stipulata nelle more di tale decisione, che in caso nefasto per l’azienda, potrebbe rimettere tutto in discussione. «Farebbe piacere a tanti non avermi in consiglio. Loro malgrado mi dovranno sopportare ancora per molto. Resto però curioso di leggere il deliberato e le procedure adottate da tutti gli attori coinvolti, iniziando dal presidente del consiglio». Il ricorso è stato prodotto dagli avvocati Luisa Maiorano e Annarita Coppola, e come svela lo stesso consigliere, gode del sostegno, anche economico, di una decina di parlamentari del M5S. Secondo Sarconio la delibera votata dai suoi colleghi è viziata. Urbanisticamente non tiene conto dell’assenza dei piani attuativi previsti in quella zona, determinando l’utilizzo di indici di fabbricabilità che non possono essere utilizzati, oltre ad avere un impatto ambientale non indifferente, in una zona già notoriamente martoriata dal problema allagamenti. Un problema che si verifica anche in assenza di piogge, come nel caso dello scorso mese di agosto, quando a seguito di controlli degli enti preposti, alcune aziende conserviere dell’area furono sanzionate per violazioni di tipo ambientale, tra i quali lo sversamento diretto senza depurazione nel controfosso destro del fiume Sarno, parte in causa degli allagamenti. Non solo, secondo i ricorrenti nella convenzione non sono chiare quali aree vengono cedute al Comune di Scafati per finalità pubbliche. «Il consumo del suolo senza una programmazione di città non ci vedrà mai a favore. Scafati soffre problemi ambientali e va tutelata in modo diverso da come sta facendo questa amministrazione» la stoccata del consigliere comunale.

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