Permessi facili, scatta l’inchiesta della Procura su Pompei

Salvatore Piro,  

Permessi facili, scatta l’inchiesta della Procura su Pompei

Pompei. Permessi facili all’ombra degli Scavi, prima svolta nell’ultima maxi-inchiesta scoppiata in città: oltre 20 faldoni “scottanti”, riempiti con carte intestate e timbrate circa vecchie autorizzazioni per licenze commerciali, rilasciate prima del 2020 dal Comune di Pompei, versamenti di denaro per sospette occupazioni abusive del suolo pubblico tra via Plinio e via Roma, cambi di proprietà e cessioni “allegre” di chioschi, negozi di souvenir e gadget per turisti, ora sono sulla scrivania dei pm della Procura di Torre Annunziata. E’ questo l’esito delle attività di perquisizione e acquisizione di atti, permessi e concessioni, finiti ufficialmente sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati, e svolta per circa due settimane, nelle stanze di Palazzo de Fusco, dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Torre Annunziata.

Al momento, secondo le prime indiscrezioni sull’ennesimo cold-case scoppiato all’ombra degli Scavi, l’inchiesta è aperta a carico di ignoti. Cruciali, per il primo sviluppo delle investigazioni, i continui accessi delle forze dell’ordine nella sede del Comune di Pompei. I militari, negli ultimi 14 giorni, hanno infatti passato al setaccio l’ufficio Suap, ovvero lo Sportello unico per le attività produttive con sede al secondo piano di Palazzo de Fusco.

Proprio qui, al Suap del Comune di Pompei, i carabinieri, su delega dei pm, hanno fotocopiato e poi acquisito allo scottante fascicolo d’indagine tutti gli atti relativi alle concessioni pubbliche rilasciate negli anni scorsi dal Comune intorno al perimetro degli Scavi e del Parco Archeologico. La portata delle indagini sarebbe enorme; non soltanto per la vasta area del territorio, finita ora sotto i riflettori della Procura dopo i primi controlli – svolti nell’estate scorsa dai carabinieri della stazione di Pompei – sui presunti permessi facili rilasciati negli scorsi anni dall’amministrazione agli ambulanti.

Gli inquirenti, all’esito degli accessi svolti in Comune, hanno ordinato pure l’acquisizione al fascicolo d’inchiesta di alcune autorizzazioni pubbliche fornite negli anni passati per l’esercizio di attività commerciali in zona Scavi. I militari, dopo aver passato al setaccio gli archivi del Suap, sono piombati anche dentro l’Utc e nella sede del comando della Municipale in piazza Schettini.

Anche qui, le forze dell’ordine hanno ispezionato fascicoli, fotocopiando ulteriori atti forse necessari al prosieguo delle indagini. La nuova indagine condotta dai pm scorre in parallelo all’ultimo, presunto scandalo, che ha coinvolto gli uffici comunali di Pompei. Ovvero il giallo relativo a dei fascicoli “fantasma” – riguardanti pratiche per edilizia privata e vecchie richieste di condono – che sarebbero spariti dagli scaffali dell’Ufficio Tecnico. Un caso, questo, scoppiato a seguito di una denuncia contro ignoti presentata ai magistrati dall’ex funzionario tecnico, nominato inoltre fiduciariamente a capo del Settore urbanistica fino al 31 dicembre del 2020, Vincenzo Ferraioli. L’ex dirigente – totalmente estraneo alla vicenda penale – dopo aver presentato il 9 agosto scorso una denuncia ai magistrati, si è infine dimesso da ogni incarico. Sul fronte giudiziario, l’inchiesta prosegue. Ora, però, il binario sarebbe doppio.

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