Centro servizi Nu e soldi alla Gema: la giunta di Torre del Greco non c’è, ma Palomba non molla

Alberto Dortucci,  

Centro servizi Nu e soldi alla Gema: la giunta di Torre del Greco non c’è, ma Palomba non molla
Il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. Il sindaco senza giunta fugge dal confronto con gli alleati, ma lavora sotto traccia per centrare gli ultimi due «obiettivi» del suo traballante mandato: la realizzazione del centro servizi per i rifiuti presso il complesso comunale di viale Sardegna e la transazione d’oro con il consorzio Gema, il colosso Nu «licenziato» per fare spazio alla ditta Buttol gradita a qualche consigliere comunale di maggioranza.

Le priorità di inizio 2021

Che si trattasse di due «pallini» dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio era chiaro da tempo. Meno scontata, invece, la decisione di Giovanni Palomba di aprire la riunione di maggioranza convocata per fare il punto della situazione sulla questione-assessori proprio dal centro servizi Nu e dal contenzioso con Gema: relativamente all’isola ecologica in viale Sardegna il primo cittadino ha trovato «sponda» in Gaetano Frulio – fiero sostenitore della necessità di creare un «contenitore ambientale» in periferia – in Antonio D’Ambrosio e in Iolanda Mennella, non a caso i meno certi di portare a casa una poltrona all’interno dell’esecutivo cittadino. Tutti schierati sul fronte del no, invece, i federati del super-gruppo «Il Cittadino Ora La Svolta»: una ferma presa di posizione a conferma del «solco» scavato rispetto agli indirizzi politici del leader della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle «elezioni dei 20 euro» del giugno 2018. Stesso scetticismo relativamente alla vicenda del contenzioso con il consorzio Gema: il consulente scelto dal primo cittadino – l’avvocato Giuseppe Colapietro, sostenitore dell’ex senatore Nello Formisano, fresco di passaggio in maggioranza – ha espresso parere favorevole a una transazione inferiore ai 6 milioni di euro ventilati in un primo momento. Una cifra «ragionevole» si potrebbe aggirare intorno ai 5 milioni di euro, meno della metà rispetto all’iniziale richiesta del consorzio Gema. Numeri davanti a cui gli alleati avrebbero sollevato perplessità, mentre il sindaco – forte dei vari pareri legali portati a casa, rigorosamente a spese del Comune – spinge per «chiudere» la faccenda. Le due questioni potrebbero essere le ultime due del mandato di Giovanni Palomba a palazzo Baronale.

Lo stallo sulla giunta

Sì, perché se il primo cittadino è particolarmente attivo per risolvere le grane legate alla nettezza urbana la stessa «frenesia» non sembra toccare il rimpasto. La quarta città della Campania è senza giunta da 12 giorni e il primo cittadino sfugge al confronto con gli alleati. Una fuga, verosimilmente, dettata dalla consapevolezza di non avere una exit-strategy rispetto alle richieste – quattro assessorati e deleghe chiave per il rilancio dell’azione politica – avanzate dal super-gruppo dei federati. Il mobiliere di via monsignor Felice Romano non si vorrebbe piegare all’aut aut di chi è arrivato a definirlo «mezzo scemo» durante un’accesa riunione in municipio, ma – fino a oggi – non ha trovato alternative tra i banchi dell’opposizione, fatta eccezione per l’ex nemico.

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