Tangentopoli a Torre Annunziata, Ascione trema: manca solo una firma per la sfiducia al sindaco

Giovanna Salvati,  

Tangentopoli a Torre Annunziata, Ascione trema: manca solo una firma per la sfiducia al sindaco

Servono tredici firme per sfiduciare il sindaco Vincenzo Ascione, e ci stanno lavorando in tanti. Anche Geatano Veltro, suo ex vice, suo ex fedelissimo, amico d’infanzia e di campagna elettorale. «Ha fallito», sussurra in giro.Sei firme per la sfiducia già ci sono, e sono quelle dei consiglieri comunali di opposizione che hanno presentato la mozione in consiglio, altre sei sarebbero già state trovate nella maggioranza. Ne manca solo una, e sarebbe solo questione di ore dal momento che, ora dopo ora, insieme all’insoddisfazione continua a cresce la paura per i riflessi dell’inchiesta che minaccia il Palazzo fin dal giorno dell’arresto dell’ingegnere capo dell’Utc, Nunzio Ariano.«Chi di spada ferisce, di spada perisce», si dice tra i consiglieri di maggioranza. Vincenzo Ascione è stato uno dei più abili e cinici registi del tradimento a Luigi Monaco, ed ora potrebbe uscire di scena allo stesso modo, per mano dei suoi alleati.Ovviamente, specifica l’opposizione, «dovesse finire la consiliatura, non si tratterebbe di golpe». Tuona Ciro Alfieri: «Non firmeremo davanti a un notaio. La sfiducia sarà discussa in consiglio». Cosa che conferma Pierpaolo Telese: «Non presteremo il fianco a quelli che vogliono alzare il prezzo. Le firme dell’opposizione sono già agli atti del consiglio, aspettiamo gli altri».A difendere il sindaco ci sono Giosuè Starita e Raffaele Ricciardi. Ed è proprio contro la “triade” che si muove il fronte degli scontenti della maggioranza alla luce degli ultimi due rimpasti. «Hanno già pianificato il futuro», dicono storcendo il naso. Un futuro che non condividono. In realtà ognuno dei tre gioca la sua partita: Ascione punta al secondo mandato. Ricciardi a riprendersi il Pd, Starita, invece, sotto sotto, spera di poter tornare sulla scena con una ricandidatura insperata quando ci si renderà conto che sul destino politico di Ascione peserà la vicenda Ariano.In ogni caso, quando spira il vento della sfiducia, le riunioni si susseguono fino a notte fonda. Sta accadendo anche in queste ore. «Sono tutti in giro» a tentare di stringere accordi. Per la salvezza. Oppure per la vendetta.Soltanto Luigi Ammendola, fino a poche settimane fa assessore pluridelegato della giunta, s’è ritirato dalla scena. Per ora, è l’unico ad aver pagato il prezzo politico della bufera giudiziaria che s’è abbattuta su Palazzo Criscuolo. Certo, son cambiati cinque assessori su sei, ma in realtà tre non avevano mai prodotto un atto visto che erano stati nominati appena quattro giorni prima dell’azzeramento. Nel riassetto di giunta Ascione s’è liberato soltanto di Gioacchino Langella, figura politico-amministrativa di secondo piano, e di lui, il vicesindaco-finanziere, che è stato l’assessore di riferimento dell’ingegnere Nunzio Ariano e ha determinato molte scelte amministrative. Il sindaco non ha ancora spiegato il perché di un’improvvisa “sfiducia” maturata dopo averne tessuto le lodi nel consiglio comunale del 7 dicembre scorso.Se è una scelta di opportunità, alla luce dell’indagine, vuol dire che la sua fiducia s’è trasformata in preoccupazione; se invece la sua scelta è squisitamente politica, vuol dire che sono cambiati anche gli equilibri in un Pd che si muove sulle rotaie di una politica fatta di “padrini” e sponsor. Luigi Ammendola è stato il referente del consigliere regionale Mario Casillo, forse è stato già scaricato o forse no, ma questo potrebbe non bastare a salvare l’amministrazione e Ascione. Certamente non appaga la sete di vendetta del suo ex fedelissimo Gaetano Veltro che affila le armi per la battaglia. Lui è tra quelli che vorrebbero veder andare a casa il primo cittadino per gli impegni politici ed amministrativi non mantenuti. Come lui la pensano tanti altri nella maggioranza.Sei, oppure sette. Ed è un numero che farà la differenza. Il destino di Ascione è in mano a due consigliere: Giovannina Cirillo, che resta vicina all’ex assessore Luigi Ammendola, e Angela Nappi.

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