Castellammare, sindaco in panne: il rimpasto è in alto mare

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Castellammare, sindaco in panne: il rimpasto è in alto mare

Castellammare. Non è una crisi politica devastante come quella delle città vicine di Torre del Greco e Torre Annunziata, ma anche Castellammare vive giorni di incertezza con il sindaco, Gaetano Cimmino, alle prese con un rimpasto di giunta che potrebbe creargli più di un problema. Per ora l’assetto sembra più o meno definito. L’accordo siglato dal sindaco espressione di Forza Italia, prevede una ridefinizione delle deleghe.  Due assessori andrebbero alla lista Cimmino Sindaco. In questo caso il sindaco stabiese riconfermerebbe Fulvio Cali, che continuerebbe a essere il vice sindaco e Gianpaolo Scafarto, maggiore dei carabinieri a cui ha affidato l’ambiente e la viabilità. Due posti anche a Forza Italia (Stefania Amato e un altro da individuare ai Lavori Pubblici), un assessore alla civica Solo per Castellammare (in questo caso ci sarebbe la riconferma di Antonella Esposito), un assessore a Fratelli d’Italia (con la new entry Silvana Cascone, con delega all’istruzione), uno a Democrazia Cristiana. Ed è proprio su questo partito che il braccio di ferro è solo all’inizio. La Dc vorrebbe coordinatore cittadino Michele Sanzone, Cimmino dice no. Della prima giunta, dunque, resterebbero fuori Diana Carosella e Giovanni Russo. Ma la vera partita politica si sta giocando sulla presidenza del consiglio. Trattative bloccate per il presidente del consiglio comunale che andrà alla lista Cimmino Sindaco. Il designato è Emanuele D’Apice, ma Vincenzo Ungaro non vuole dimettersi, per lo meno non vuole tornare a fare il capogruppo e chiede invece un posto in giunta. Oltre alla spaccatura interna alla sua lista, Cimmino rischia di perdere anche il voto di Vincenza Maresca (consigliera del Gruppo Misto), fedelissima di Annarita Patriarca, tenuta fuori dalle trattative per il rimpasto. I rapporti tra Patriarca e Cimmino, anche a causa delle Regionali, non sono idilliaci. E le tensioni sono dietro l’angolo. Rimane anche da risolvere il nodo Lega. La formazione politica di Salvini fa parte della maggioranza sin dall’elezione del primo cittadino. Ma ha perso il suo consigliere di riferimento Giulio Morlino, conquistando però quello di Tina Donnarumma, eletta con l’opposizione e poi passata alla Lega un anno fa.

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