Giovane gambizzato al Piano Napoli di Boscoreale, la pista della droga dietro l’agguato

Pasquale Malvone,  

Giovane gambizzato al Piano Napoli di Boscoreale, la pista della droga dietro l’agguato

Chi ha sparato a Francesco Crescentini sapeva benissimo cosa faceva. L’ipotesi che il 19enne sia stato vittima di uno scambio di persona ha perso quota immediatamente. Per gli inquirenti era lui il bersaglio dell’agguato di venerdì consumatosi in pieno giorno nell’isolato 10 del Piano Napoli di via Settetermini. Il giovane, incensurato, è stato raggiunto da un colpo di pistola al ginocchio e ora è piantonato all’ospedale San Leonardo di Castellammare in attesa di essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono buone e potrebbe essere dimesso subito dopo un breve periodo di riabilitazione. I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, insieme ai colleghi della stazione di Boscoreale, stanno scavando nella sua vita, accendendo i riflettori su interessi e frequentazioni del giovane. È lì che, secondo gli inquirenti, si nasconderebbe il movente di un raid che è avvolto ancora dal mistero. Si cerca di capire quali siano stati gli ultimi movimenti della vittima, chi stesse frequentando e se abbia avuto una lite con qualche soggetto poco raccomandabile. Ciccio, così è conosciuto nel quartiere, non ha saputo – o forse voluto – fornire elementi utili alle indagini. Ha riferito di non avere idea di chi lo abbia ferito e, soprattutto, del perché qualcuno volesse fargli del male. In buona sostanza, si è trincerato in un silenzio che non fa altro che aumentare i sospetti degli investigatori dell’Arma nei suoi confronti, che non vogliono scartare nessuna ipotesi. Il sicario che lo ha pedinato e poi ferito alla gamba a colpi di pistola da breve distanza, voleva ferire ma non uccidere, per ora. Un agguato che per le modalità di esecuzione sembra essere di chiara matrice camorristica. Il 19enne è uno dei tanti giovani in cerca di un’occupazione del popolare quartiere di Villa Regina. Un rione dormitorio dove si cerca di tirare avanti, con ogni mezzo. E dove gli interessi della criminalità organizzata sono rivolti al mercato della droga, che per alcune famiglie rappresenta ancora la principale fonte di sostentamento. I recenti blitz dei carabinieri testimoniano che la vendita di sostanze stupefacenti è ancora fiorente e il Piano Napoli è la base operativa e strategica di questo mercato che non ha incrociato alcuna crisi nonostante l’emergenza sanitaria legata al Covid. A gestirlo, a quanto pare, sono giovani senza arte né parte, pronti a sporcarsi le mani per rimpinguarsi le tasche di soldi facili. Soggetti poco noti alle forze dell’ordine che si stanno organizzando in piccoli gruppi criminali. Bande armate e pronte a premere subito il grilletto contro chi si mette di mezzo.

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