Morì dopo un intervento chirurgico alla Clinica Trusso di Ottaviano, due medici a processo

Andrea Ripa,  

Morì dopo un intervento chirurgico alla Clinica Trusso di Ottaviano, due medici a processo

Due medici a processo per la morte di Raffaele Arcella, il giovane di 29 anni residente a Crispano operato nel marzo del 2018 per un bypass gastrico alla clinica Trusso di Ottaviano e morto, qualche giorno dopo, nell’ospedale Secondo Policlinico di Napoli, dove era stato trasferito d’urgenza per le precarie condizioni di salute post operatorie. I due imputati, che si troveranno davanti al giudice per l’udienza preliminare il prossimo 4 maggio, dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Le richieste di rinvio a giudizio per i camici bianchi arrivano a quasi due anni dalla tragedia. Dopo l’apertura di un’inchiesta, in seguito alla denuncia dei genitori e della moglie della vittima, la Procura di Nola alla sbarra finiranno due medici che avevano preso in cura il giovane, accendendo i riflettori su quanto accaduto subito dopo l’operazione chirurgica. Le perizie effettuate sul corpo del giovane papà hanno accertato che a causare la morte è stata una peritonite, probabilmente causata da una sonda che avrebbe perforato lo stomaco e causato l’infezione. Dal referto infatti, si legge che l’estremità della sonda potrebbe «essere stata la causa diretta della lacerazione gastrica o comunque della sofferenza del tessuto». Sulle basi di questa relazione, in cui si parla anche di «errore tecnico» durante l’operazione effettuata nella clinica di Ottaviano, la procura di Nola ha deciso per il rinvio a giudizio di due medici.

Il calvario e la morte Il ventinovenne di Crispano viene ricoverato il 28 marzo del 2018, giorno in cui entra con le sue gambe nella struttura sanitaria di via San Giovanni Bosco per sottoporsi a un’operazione di bypass gastrico. Un intervento delicato destinato a una massiccia perdita di peso. Qualcosa durante il primo intervento chirurgico non va per il verso giusto. Febbre alta, difficoltà respiratorie e uno stato di salute sempre più debole i sintomi accusati dal ragazzo. Gli esami effettuati subito dopo l’intervento chirurgico disegnano immediatamente un quadro preoccupante, tanto da costringere i medici della clinica di Ottaviano a operare nuovamente il ragazzo originario di Caivano. Nulla di fatto, le condizioni del ragazzo con il passare dei giorni peggiorano sempre più, fino a che non viene disposto il trasferimento d’urgenza al Secondo Policlinico di Napoli. Viste le precarie condizioni di salute del ragazzo, il 29enne è immediatamente ricoverato nel reparto di rianimazione del nosocomio napoletano. Lì arriva in condizioni disperate, inutile il tentativo dell’equipe medica di sottoporlo a un terzo intervento chirurgico per provare a ridurre gli ematomi. L’uomo muore sul tavolo operatorio,  poche ore dopo che i camici bianchi avevano tentato una manovra salva-vita. Da lì la denuncia dei genitori e della moglie di Raffaele Arcella che ora chiedono sia fatta chiarezza su una vicenda ancora avvolta nel mistero.

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