Rifiuti, certificati medici «facili» per i netturbini di Torre del Greco: dossier Buttol in procura

Alberto Dortucci,  

Rifiuti, certificati medici «facili» per i netturbini di Torre del Greco: dossier Buttol in procura
Foto di repertorio

Torre del Greco. Intere settimane di assenza, senza mai una giustificazione. Certificati medici «anomali» presentati senza passare per i canali telematici. Attestati di presenza rilasciati da comunità di recupero per tossicodipendenti. Sono i principali elementi intorno a cui ruota il corposo fascicolo prodotto dalla ditta Buttol – il colosso ambientale vincitore dell’appalto di igiene urbana a Torre del Greco – e finalizzato a smascherare tutti i netturbini «infedeli» del cantiere di viale Europa. Il dossier è finito all’attenzione della Procura di Torre Annunziata, con l’ennesima denuncia partita dall’azienda di Sarno: una nuova puntata del braccio di ferro ingaggiato da mesi con i lavoratori ritenuti «assenteisti».

Una raffica di contestazioni è partita da qualche giorno dagli uffici della ditt Buttol e si potrebbe tramutarsi in licenziamenti per i dipendenti ritenuti «infedeli». Ma non solo. Perché stavolta sotto i riflettori dei pubblici ministeri sono finiti i certificati di malattia «facili». La ditta Buttol – come annunciato ufficialmente da tempo – ha annunciato verifiche e indagini interne sulle malattie dei dipendenti. E attraverso una società di investigazione privata – già pronta a scovare i netturbini pronti a organizzare un business fuorilegge di rifiuti all’interno dell’isola ecologica di Santissima Trinità – ha avviato delle verifiche sui certificati medici.

Nel frattempo uno dei casi più eclatanti è già finito all’attenzione della Procura di Torre Annunziata. Anche in questo caso è stato prodotto un corposo dossier con i risultati delle verifiche interne effettuale dal colosso ambientale. Si tratta del caso di un dipendente che non è risultato presente – in assenza di giustificazioni – durante tutte le festività natalizie. Soltanto dopo la notifica della contestazione, il lavoratore ha prodotto certificati medici cartacei non trasmessi telematicamente come avviene per le aziende private e per i dipendenti pubblici. Da qui sarebbero emerse anomalie che l’azienda ha segnalato all’autorità giudiziaria, focalizzando in particolare l’attenzione sulle giustificazioni prodotte dal dipendente interessato dal provvedimento di sospensione dall’attività lavorativa. Nel frattempo, ci sono altri tre netturbini ritenuti «infedeli» e a rischio-licenziamento. Restano sospesi, dopo il provvedimento di contestazione della ditta Buttol, perché avrebbero agevolato la «banda degli apecar» sgominata dai carabinieri nella mattinata di venerdì. I tre erano in servizio presso il punto di raccolta ingombranti di Santissima Trinità.

Secondo la denuncia alla procura di Torre Annunziata – prodotta sempre dall’azienda – avrebbero consentito ai «trafficanti» di ferro di svuotare i cassoni dell’isola ecologica, causando un danno anche allo stesso Comune di Torre del Greco. Talvolta, venivano «cannibalizzati» anche frigoriferi e lavatrici, portando via i motori (e quindi il materiale più pregiato portato a recupero) e lasciando al Comune e alla ditta l’onere del solo smaltimento delle carcasse. Dopo avere scoperto, attraverso un’attività di investigazione privata, il business fuorilegge, gli stessi investigatori hanno consentito ai carabinieri di individuare la banda degli apecar che continuava a agire indisturbata.

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