Castellammare: blitz a Moscarella 17 arresti e 22 indagati

Tiziano Valle,  

Castellammare: blitz a Moscarella 17 arresti e 22 indagati

Dodici persone in carcere, due ai domiciliari, tre divieti di dimora in provincia di Napoli e ventidue indagati. E’ il bilancio di una maxi-operazione anticamorra condotta dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, agli ordini del capitano Carlo Venturini e del tenente Andrea Riccio, che nella giornata di ieri hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Napoli, Antonio Baldassarre, su richiesta del sostituto procuratore Antimafia, Giuseppe Cimmarotta. Sgominato il nuovo clan del rione Moscarella, quartiere alla periferia di Castellammare di Stabia, che faceva affari con il traffico di sostanze stupefacenti e di armi.

A finire in carcere: Raffaele Polito e Silverio Onorato, considerati i capi dell’organizzazione criminale; Luciano Polito e Luigi Polito, rispettivamente fratello e zio di Raffaele, ritenuti i finanziatori dell’acquisto delle partite di droga; i pusher Ernesto Di Maio e Michele Di Maria; gli stabiesi Vittorio Massa, Valeria Lanzieri, Adelina Donnarumma, i napoletani Giorgio Cascone e Luigi Cangiano, e l’albanese Franc Zhegu considerati i fornitori delle sostanze stupefacenti per il grup- po di Moscarella. Agli arresti domiciliari, Tina Mariarosaria Spera e Gianluca Di Maio, anche loro considerati parte integrante del gruppo criminale. Divieto di dimora nell’area stabiese: per Catello Viola e Anna Di Martino, marito e moglie di Santa Maria la Carità, ritenuti i custodi della droga; e per la colombiana Joanna Jenny Gaffoni, compagna del pusher Ernesto Di Maio. Obbligo di dimora a Castellammare di Stabia per Anna Di Maio, moglie del pusher Michele Di Maria. Ricercato all’estero Massimo D’Antuono che fino al 2017 ha fatto parte del gruppo criminale spacciando droga, ma poi si è trasferito fuori dall’Italia, lasciando la gang. Sul suo capo pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Indagati a piede libero: Giuseppe Cammarota, Lucia Nappi e Virginia Prestinari.

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.

Le indagini sono scattate nel 2017, a seguito dell’arresto di Vincenzo Petranovic, figlio illegittimo del boss di Pagani Tommaso Fezza, che fu fermato proprio nel quartiere Moscarella con una pistola di grosso calibro nella cintola dei pantaloni. Da quel momento, i carabinieri hanno cominciato a indagare su un traffico di armi e droga che ha consentito di fare luce sul nuovo clan fondato da Raffaele Polito e Silverio Onorato, con la regia del boss Mario Cannavale, defunto nel 2019.

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