Scafati. Bufera sui social sulle incompatibilità, Aliberti davanti al giudice

Salvatore Dare,  

Scafati. Bufera sui social sulle incompatibilità, Aliberti davanti al giudice

Diffamò la segretaria comunale Giovanna Imparato a mezzo social network, arriva il decreto penale di condanna per Pasquale Aliberti. Una condanna che l’ex sindaco non accetta, opponendosi e scegliendo di essere citato in giudizio. Si terrà il 27 aprile davanti al giudice monocratico De Martino, il dibattimento che vede imputato Aliberti, chiamato a difendersi dall’accusa di diffamazione, per la quale è stato già destinatario di un decreto penale di condanna. A denunciarlo è la segretaria comunale Giovanna Imparato, in relazione a una serie di post su Facebook che Aliberti le avrebbe dedicato in merito al filone delle presunte incompatibilità e false certificazione degli amministratori comunali, terminato poche settimane fa con un decreto pensale di condanna per venti politici, tra maggioranza e opposizione. I post risalgono al 13 agosto e 30 novembre 2019, chiesta anche l’aggravante per aver commesso il fatto a mezzo pubblicità e nei confronti di un pubblico ufficiale. «Sindaco, presidente del consiglio e segretaria comunale, state nascondendo le carte? Scoperti nei loro falsi e nelle procedure che non hanno adottato, adesso si nascondono» sono alcune delle frasi scritte da Aliberti. Nonostante una prima condanna a cui si è opposto, l’ex sindaco non fa passi indietro e prosegue con gli esposti. L’ultimo pochi giorni fa, in cui, oltre al prefetto di Salerno, chiede alla segretaria di avviare la procedura per contestare l’incompatibilità di quei sei ex consiglieri comunali che nel 2015 avevano prodotto, nell’esercizio delle loro cariche pubbliche, un ricorso al Tar contro una delibera consiliare. Dei sei consiglieri sono presenti oggi nelle istituzioni Cristoforo Salvati come sindaco, Mario Santocchio presidente del consiglio sfiduciato, Pasquale Vitiello, Michele Grimaldi, Michelangelo Ambrunzo. Il ricorso al Tar fu presentato nel novembre 2015, mentre Aliberti restò sindaco per un anno ancora. Un lasso di tempo in cui né lui, né il presidente del consiglio dell’epoca Pasquale Coppola, e neanche la segretaria comunale Di Saia, avviarono le dovute procedure per contestare la lite pendente e la conseguente causa ostativa. L’esposto nasce oggi, a seguito della contestazione di incompatibilità per lite pendente nei confronti del consigliere di minoranza Giuseppe Sarconio. Il grillino ha sottoscritto un ricorso al Tar impugnando una delibera consiliare. Per lui l’avvio del procedimento e l’arrivo in consiglio comunale è stato pressoché immediato: «Ho saputo di questa lite pendente che hanno i miei colleghi – dice Sarconio – Anche loro come me avevano instaurato un contenzioso per un interesse pubblico e non privato. Questo già la dovrebbe dire tutta sulla bontà dell’azione. Per quanto mi riguarda i miei colleghi avevano il diritto nella passata consiliatura di opporsi ad un deliberato che ritenevano da impugnare. Ora attendiamo la pronuncia della nostra segretaria in merito». Interviene Salvati: «Nonostante i grandi sforzi che stiamo mettendo in campo e il lavoro svolto in condizioni di grande difficoltà per i disastri ereditati dallo scioglimento per infiltrazione mafiosa, c’è chi tenta di non fare andare avanti la nostra città, infangando le istituzioni locali con oltre 100 esposti e tentando di riportarla al commissariamento».

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