Scacco ai re della droga: condanne per 150 anni di carcere

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Scacco ai re della droga: condanne per 150 anni di carcere
Le operazioni di incenerimento di cocaina ed hashish nel termovalorizzatore di Acerra (Napoli) da parte dei militari del Gruppo operativo antidroga del Gico della Guardia di Finanza di Napoli, 24 luglio 2012. La droga distrutta ha un valore al dettaglio di 30 milioni di euro e proviene da sequestri effettuati dal reparto. ANSA/CIRO FUSCO

Due assoluzioni e 12 condanne per quasi un secolo e mezzo di carcere. Si chiude così il processo, di primo grado, sul traffico di cocaina sull’asse Torre Annunziata-Sud America gestito dai Tamarisco. Alla sbarra, in questo filone processuale, quelli che l’Antimafia ha indicato come i “soci” della dinastia dei narcos con base nel rione Poverelli. L’inchiesta condotta dall’Antimafia, a partire dal 2014, ha portato alla luce l’esistenza di una fitta rete di legami per la compravendita degli stupefacenti tra la criminalità torrese, alcune ‘ndrine calabresi e diversi clan del capoluogo partenopeo. La cocaina, come accertato dagli inquirenti, veniva acquistata alla fonte e trasportata in Europa attraverso tir e container. Da qui sarebbe stata poi smerciata e consegnata ai vari gruppi che avevano deciso di “puntare” sul carico componendo delle associazioni temporanee d’impresa di stampo criminale. Un sistema collaudato ripercorso nelle pagine dell’inchiesta coordinata dal pm Antimafia, Ivana Fulco. Lo stesso pm che ha invocato pene esemplari per gli imputati coinvolti in questo filone processuale. Richieste accolte, in gran parte, dal collegio giudicante. La pena più pesante è stata inflitta a Giancarlo Autiero, condannato a 19 anni e 8 mesi di reclusione. A seguire i 16 anni e 10 mesi per Antonio Liccardi, i 15 anni e 10 mesi per Igor Aleksic e i 15 anni e 4 mesi per Antonio Romano. E ancora 15 anni e 4 mesi per Enrico Russo, 14 anni e 4 mesi per Sergio Romano. E 10 anni a testa per Giovanni Cortese, Alfredo De Maria e Alfonso Fiorente. A chiudere il cerchio i 7 anni per Alessandro Lamesa, ed i 6 anni per Anna Iavarone e Pasquale Russo. Assolti, invece, Davide Lamesa e Antonio Romano (classe 1991). Il collegio presieduto dal giudice Fernanda Iannone ha anche condannato gli imputati a pagare multe per circa 300.000 euro complessivi oltre al pagamento delle spese processuali. Una sentenza in linea con le richieste dell’accusa e che conferma, aspettando le motivazioni, la solidità del castello di accuse portato a dibattimento. Secondo la Dda i Tamarisco e gli altri narcos in affari con i Nardiello avrebbero utilizzato il porto di Salerno come base per lo stoccaggio dei carichi di droga giunti in Italia dal Sud America. Alcuni pentiti ascoltati durante il processo hanno anche raccontato che la droga veniva importata utilizzando carichi di banane e altri alimenti. Una volta arrivata nel porto la droga veniva recuperata grazie alla complicità di alcuni addetti «legati ai Tamarisco», come raccontato dai collaboratori di giustizia. Entro 90 giorni verranno depositate le motivazioni della sentenza e gli imputati – tutti innocenti fino a condanna definitiva – potranno ricorrere in Appello.

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