Torre del Greco, balli e sogni fermati dal virus: il grido d’allarme di palestre e scuole di danza

Teresa Borriello,  

Torre del Greco, balli e sogni fermati dal virus: il grido d’allarme di palestre e scuole di danza

Torre del Greco. «Le nostre vite sono state interrotte e i nostri sogni sono stati fermati. In bilico, in attesa di un domani migliore. Abbiamo momentaneamente sospeso a un filo la nostra libertà e per il bene comune stiamo perdendo pezzi importanti della nostra interiorità». Non nasconde la sua amarezza Giusy Accardo, maestra e titolare della scuola di ballo “Ritmo Caliente”, settore in stallo da un anno tra aperture sporadiche e chiusure avvilenti.

«Abbiamo fatto numerosi sacrifici nella speranza di una riapertura e siamo perfettamente coscienti della difficile situazione sanitaria che attanaglia il mondo. Per questo il nostro settore s’è sempre scrupolosamente attenuto alle norme anti-contagio: ciò è dimostrato dall’inesistenza di focolai o casi di positività all’interno delle nostre strutture», evidenzia la maestra di ballo, riguardo in particolare agli accorgimenti adottati per prevenire i contagi.

«La pandemia ha modificato drasticamente le nostre vite, instillando in noi la continua paura del contatto, della socialità stessa: le vittime silenti di questo disastro sono i nostri bambini e adolescenti che, rintanati nelle proprie case, hanno appeso i loro sogni al chiodo, riducendo le proprie vite all’osso» afferma tristemente la giovane mamma, confermando il prezzo gigantesco che la “generazione Covid-19” è stata chiamata a pagare. Un debito pesante che comincia già a mostrare le proprie inevitabili conseguenze sociali.

«L’assenza dello sport ha creato un forte disagio sociale, oltre che economico: nella mia scuola ci sono ragazzi che sognano di ballare, d’insegnare o che, semplicemente, sentono l’esigenza di esplicare la propria passione» racconta Giusy Accardo, ponendo una lente d’ingrandimento sui suoi allievi, derubati dei propri obiettivi e della propria proiezione sul futuro.

«La danza è arte e vita per i miei allievi; lo sport è la più alta espressione della nostra libertà; è devastante sentirci ancora trascurati, incapaci d’esprimere e trasmettere le nostre passioni» continua l’insegnante, parlando dell’importanza dello sport in questo delicato momento che caratterizza le nostre esistenze.

«Stiamo cercando di sopravvivere a questa quotidianità surreale e mi auguro che tutto questo possa finire presto: i nostri ragazzi stanno perdendo troppo e queste piaghe createsi creeranno cicatrici profonde nelle nostre vite» conclude la donna, desiderosa di riaprire la propria scuola nel segno di una nuova e risanata normalità.

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