Voto di scambio a Torre del Greco, altra mazzata per Abilitato

Ciro Formisano,  

Voto di scambio a Torre del Greco, altra mazzata per Abilitato

Aveva provato a giocarsi l’ultima carta a sua disposizione: un ricorso straordinario in Cassazione per ribaltare l’esito del patteggiamento “ratificato” a dicembre del 2019 dal tribunale di Torre Annunziata. Ma i giudici della Suprema Corte hanno respinto anche questo tentativo scrivendo – salvo colpi di scena clamorosi – la parola fine sulla saga giudiziaria che ha travolto Stefano Abilitato, ex golden boy della politica di Torre del Greco ritenuto tra i protagonisti dell’inchiesta sul voto di scambio alle ultime elezioni comunali del 2018. Ma andiamo con ordine. Abilitato finisce sotto inchiesta, poco dopo essere stato eletto con quasi mille preferenze in una delle tante liste a sostegno dell’attuale sindaco, Giovanni Palomba. L’indagine condotta dalla Procura di Torre Annunziata e coordinata dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, porta alla luce il «mercimonio» elettorale di cui, secondo il giudice per le indagini preliminari, sarebbe stato protagonista proprio Abilitato assieme ad un’altra vecchia conoscenza della politica locale, l’ex assessore Simone Onofrio Magliacano. Entrambi avrebbero assoldato un gruppo di aspiranti netturbini per acquistare le preferenze degli elettori davanti al seggio di corso Garibaldi. I “compra-voti”, guidati dal figlio di un boss del clan Ascione-Papale ucciso nel 2003, avrebbero acquistato le preferenze in cambio della promessa – firmata dai due politici – dell’assunzione a tempo indeterminato nella ditta di raccolta dei rifiuti. E così a colpi di venti euro sarebbero state condizionate le elezioni per spingere in consiglio comunale Abilitato e promuovere – magari per un assessorato – la figura di Magliacano, sponsor politico del candidato. Qualche mese dopo l’esplosione dello scandalo è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto – ai domiciliari – di Abilitato, Magliacano e degli aspiranti netturbini. L’accusa contestata è associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio. Abilitato ha scelto di patteggiare una pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione. Condanna confermata dal gip dopo l’accordo tra accusa e difesa. A luglio del 2020, però, il primo colpo di scena. La difesa di Abilitato presenta ricorso in Cassazione per provare a ribaltare quella decisione. Ricorso dichiarato però inammissibile dalla Suprema Corte.  Da qui la nuova istanza dei legali di parte che hanno posto all’attenzione dei giudici un «errore di fatto» che sarebbe contenuto nella precedente sentenza emessa sempre dalla Corte di Cassazione. Ricorso dichiarato «inammissibile» dai giudici della seconda sezione penale della Suprema Corte. Nelle motivazioni del provvedimento – depositate il 27 gennaio scorso – i giudici definiscono «generici» i motivi del nuovo ricorso. Una decisione che potrebbe rappresentare l’ultimo atto della vicenda giudiziaria che ha portato sotto inchiesta l’ex politico di Torre del Greco gettando ombre inquietanti sull’intera classe politica della città.

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