Penisola sorrentina: parroci e associazioni fondano un movimento salva-ospedali

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina: parroci e associazioni fondano un movimento salva-ospedali

Un faccia a faccia tra le unità pastorali della penisola sorrentina, le associazioni laiche ed ecclesiali e movimenti civici che hanno deciso di formare un coordinamento per salvare la sanità. Un incontro chiesto ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud diretta dall’ingegnere Gennaro Sosto per fare un punto della situazione sull’emergenza ospedali. Sì, perché mentre il governatore della Campania Vincenzo De Luca si bea in diretta social sul progetto di 65 milioni di euro per la realizzazione del nuovo presidio a Sant’Agnello, nella quotidianità, nelle corsie e nei plessi sanitari continuano i disagi. Innanzitutto per le carenze di personale e poi per la perdurante chiusura dei reparti, a partire dal pronto soccorso dell’ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense. «Pur riscontrando favorevolmente il dibattito politico che si è sviluppato – si legge in un documento diffuso dal coordinamento – al momento non rileviamo sostanziali novità rispetto alla situazione denunciata ed emersa pubblicamente nell’incontro dello scorso 13 gennaio in Cattedrale relativamente alle criticità di alcuni reparti degli ospedali di Sorrento e di Vico Equense. La progettualità – anche rispetto alla realizzazione di un nuovo ospedale unico – è sempre positiva in chiave prospettica, ma non deve distogliere l’attenzione da un’esigenza quotidiana: garantire un’adeguata, qualificata e pronta assistenza sanitaria. Specie in un periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, che ha già rallentato le prestazioni sanitarie legate ad altre patologie e ha devastato il principale comparto produttivo del comprensorio: il turismo». L’attenzione dei partecipanti al Coordinamento «ha una duplice chiave di lettura: ripristinare ed ottimizzare gli standard sanitari sul territorio costiero, infatti, serve a rassicurare l’utenza locale (già “terrorizzata” dagli ambienti ambulatoriali, a causa del rischio contagio) e, sotto certi aspetti, aiuta l’auspicata ripresa turistica». La tensione non manca: «In effetti – spiegano i rappresentanti delle associazioni di categoria in ambito turistico che hanno aderito al Coordinamento -, tour operator, agenti di viaggio e anche il turista fai-da-te, sono da sempre particolarmente sensibili alle tematiche dell’assistenza sanitaria. La presenza di presidi ospedalieri è fondamentale nella selezione della meta delle vacanze. Lo è oggi ancora di più: trascurare questo aspetto potrebbe significare indebolire ulteriormente una prospettiva economica occupazionale fondamentale. Non è un discorso di settore: oggi la stragrande maggioranza dell’economia della penisola sorrentina è legata, direttamente o attraverso l’indotto, al segmento turistico, fonte di occupazione e di reddito per tantissimi cittadini e famiglie del nostro territorio». Da qui viene a galla la necessità di fronteggiare con l’Asl la situazione e incontrare i dirigenti.

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