Torre del Greco, in un filmato la ricostruzione-shock dell’incidente mortale di Antonio

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, in un filmato la ricostruzione-shock dell’incidente mortale di Antonio
Il luogo dell'incidente

Torre del Greco. Gli ultimi istanti di vita di Antonio Mazza sono stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza di un’attività commerciale: a 48 ore dalla tragedia di via Benedetto Cozzolino spunta un filmato in grado di chiarire i dubbi sull’impatto tra la moto guidata dal cantante lirico di 31 anni – morto sul colpo – e il furgone proveniente dalla direzione opposta di marcia. Nelle immagini acquisite dagli agenti del comando di polizia municipale – a cui sono affidate le indagini sull’ennesima tragedia stradale lungo la statale del Vesuvio – si intravede la Suzuki 750 guidata dall’artista di viale Castelluccio imboccare la salita d’accesso a San Vito a elevata velocità e cominciare il sorpasso di un’auto. Una manovra azzardata perché, l’ipotesi avanzata dai caschi bianchi sulla scorta del video, Antonio Mazza non avrebbe calcolato correttamente le distanze: alla vista del furgone proveniente dalla direzione opposta il cantante lirico avrebbe provato una disperata frenata per scongiurare il rischio di un impatto frontale. Inutilmente. Anzi, la brusca frenata – gli uomini in divisa hanno rilevato segni di pneumatici sull’asfalto lunghi circa dieci metri – avrebbe fatto perdere al cantante lirico il controllo della sua potente moto: Antonio Mazza sarebbe caduto su un lato prima dello schianto fatale contro il furgone. Il casco regolarmente indossato dalla vittima non è bastato, il cuore del trentunenne si è fermato prima dell’arrivo dei soccorsi.

L’autopsia e gli esami

In giornata la procura di Napoli potrebbe disporre l’autopsia sul corpo di Antonio Mazza, la cui salma resta attualmente sotto sequestro. Dopo l’esame irripetibile del medico legale incaricato dai pm, il corpo sarà restituito ai familiari per i funerali. Il conducente del furgone – indagato per omicidio stradale, un atto dovuto per garantire il diritto alla difesa – è stato già sottoposto agli esami alcolemici e tossicologici di prassi, i cui risultati saranno disponibili a inizio settimana. Quando l’uomo – assistito da un proprio legale di fiducia – potrebbe essere ascoltato dagli investigatori per mettere nero su bianco la propria versione dei fatti.

Il cordoglio del rione

In viale Castelluccio è comparso un murales in cui si ricorda «Antonio vive» in omaggio al cantante lirico cresciuto nel rione a due passi dalla centralissima piazza Santa Croce. Un rione in cui il trentunenne era tornato a causa dello stop agli spettacoli imposti dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19 e da cui sognava di ripartire a breve per riprendere la propria attività a Genova. Un sogno spezzato in un maledetto pomeriggio di febbraio. ©riproduzione riservata

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