Boscoreale, raid incendiario al Piano Napoli: salvato un bimbo

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Boscoreale, raid incendiario al Piano Napoli: salvato un bimbo

Boscoreale. Nel Piano Napoli c’è una guerra strisciante. Uno scontro sotterraneo che, solo per un caso fortuito, ieri non ha lasciato vittime. Alle 4 del mattino tra venerdì e sabato un commando si è introdotto al terzo piano dell’isolato 13. Ha appiccato le fiamme alla porta d’ingresso di un appartamento nel quale risiede una famiglia della zona. In pochi minuti si è scatenato il panico. I primi ad essersi accorti di ciò che stava accadendo sono stati i vicini della famiglia oggetto del raid. Fumo, fiamme che hanno avvolto le scale del condominio che si trova nel cuore del quartiere popolare al centro di una vera guerra. “Salvate il mio bambino” le urla di una mamma che preoccupata per il fumo che continuava a invadere le scale ha chiesto aiuto. Sono stati i vicini i primi a intervenire con coperte e secchi d’acqua per provare a spegnere il rogo. Il bimbo è stato subito portato all’esterno della palazzina per evitare che respirasse il fumo acre che si era sprigionato dal rogo. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Boscoreale e quelli del gruppo di Torre Annunziata. Immediate le indagini: è stato ascoltato F.P. capofamiglia dell’appartamento preso di mira dal commando. Ancora top secret le sue dichiarazioni, per il momento le indagini proseguono a 360 gradi. Ma la tensione che si respira nel Piano Napoli di via Settetermini viene da lontano. Auto bruciate e colpi di pistola esplosi in aria nel bel mezzo della notte, un abisso di terrore e anarchia. Il silenzio della “brava” gente non facilita il lavoro delle forze dell’ordine che, in ogni caso, non hanno mai abbassato l’attenzione. Gli ultimi episodi risalgono a un mese fa ma è dalla fine della quarantena da Coronavirus che l’escalation di violenza è in costante aumento. In totale sarebbero tre le autovetture date alle fiamme. Dalle prime risultanze investigative, non si tratterebbe solo di intimidazioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, il cui giro d’affari è calato drasticamente in virtù degli arresti eccellenti eseguiti dai carabinieri negli ultimi anni. Una parola fuori posto, uno sgarro per futili motivi, uno sguardo alla persona sbagliata: basta poco per accendere la miccia. Ciò che terrorizza – e indigna – è il diffuso impiego delle armi soprattutto tra i giovani pronti a tutto per affermarsi nel panorama criminale locale sempre più frammentato in piccole gang che agiscono alla stregua di palline impazzite di un flipper.Da queste parti si impugnano le pistole e si spara all’impazzata. In sella agli scooter, si sfreccia tra le stradine e i vicoli che si intrecciano in un labirinto senza via d’uscita.La “stesa” è una delle strategie dei giovani criminali emergenti per segnare il territorio, seminare il terrore tra la gente del quartiere e far sapere chi comanda. Erano anni ormai che nel Piano Napoli non si assisteva ad episodi di questo genere. Anni segnati da una calma apparente, dopo le operazioni delle forze dell’ordine che hanno decimato i principali clan egemoni e mettendo in ginocchio uno dei mercati della droga più floridi di tutta la Campania, secondo per giro di affari solo a Scampia.

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