Muri e cancelli nel rione-ghetto di Torre Annunziata. «Un assist alla camorra»

Giovanna Salvati,  

Muri e cancelli nel rione-ghetto di Torre Annunziata. «Un assist alla camorra»

Doveva essere il simbolo del riscatto della città. Un quartiere storico da riqualificare anche per dare uno schiaffo alla camorra feroce e assassina che per decenni ha regnato tra quei palazzi cadenti. E invece il Quadrilatero delle Carceri di Torre Annunziata è diventato un ghetto. Chiuso da muri e cancelli. Come se blindare un quartiere di cui non si è orgogliosi cancelli la realtà, spazzi via dagli occhi le immagini dei crolli, del degrado. Barriere di cemento e ferro isolano i cittadini e rendono il rione un quartiere isolato dal resto della città. Nessun intervento di riqualificazione come promesso dal sindaco Vincenzo Ascione che per risolvere la vicenda crolli alza barriere che agevolano solo la criminalità organizzata. Dietro quei mattoni di cemento, infatti, le diseguaglianze sociali crescono a dismisura. E nel silenzio delle istituzioni la camorra ferita torna a rigenerarsi. «È una situazione assurda – spiega Matteo Vitagliano rappresentante sindacale di Cisl – la città è ufficialmente divisa in due. Il centro storico recintato, una gabbia che non solo impedisce il passaggio ma vieta a quei residenti di vivere la loro quotidianità». Perché chiudere i rioni della camorra «non rende sicuri, ma genera ghetti pericolosi», come tuona il rappresentante dei sindacati. «Installare cancelli e chiudere strade non rende i rioni sicuri ma genera altri ghetti e fa in modo che quella gente si incattivisce. Sono esausti di questa situazione ma al sindaco sembra non importare. Eppure il Quadrilatero – incalza Vitagliano – era uno dei punti del suo programma elettorale». Promesse mancate, interventi flop, soldi spesi male. Almeno ventuno sono gli affidamenti di somma urgenza per intervenire in quel rione per una messa in sicurezza che ha consentito solo di chiudere le parti a rischio crollo. Nulla di più. Nessun progetto concreto, nessuna idea, nessuna voglia di cambiare il corso delle cose. Cancelli e mattoni  hanno  così isolato quella gente che chiedeva e chiede ancora oggi rispetto. «Ci sono ingressi che erano stati murati – dicono le voci dei vicoli blindati – ma che sono stati violati, perché nessuno controlla. Si torna a spacciare, la notte e soprattutto a nascondere armi e droga. Lo vediamo tutti ma al Comune non interessa. Hanno speso soldi per chiuderci, come fossimo animali in gabbia , c’è chi ha perso la casa per colpa di chi non ha fatto interventi di manutenzione nel tempo, le ordinanze mai rispettate. Hanno detto che li hanno denunciati e hanno risolto qualcosa? Nulla, ma intanto noi continuiamo a pagarne le conseguenze che viviamo qui ancora». Tanta rabbia e delusione che nei giorni scorsi era sfociata anche in una rivolta mentre venivano installati altri spartitraffico per chiudere via Castello dopo l’ennesimo crollo di solai interni ad un immobile abbandonato. Sullo scempio la Procura ha aperto un’inchiesta. La gente chiede verità e giustizia. E soprattutto idee chiare.

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