Vico Equense. Lavinola è una discarica, nuovo dossier ai pm

Salvatore Dare,  

Vico Equense. Lavinola è una discarica, nuovo dossier ai pm

Uno scempio. Una vergogna. L’ennesimo esempio di incuria, abbandono e inquinamento. Via Lavinola e il vallone sono ormai ostaggio di scarichi illeciti e rifiuti lasciati a cielo aperto. Una situazione a dir poco incresciosa che sarà oggetto di un esposto dettagliato che verrà trasmesso a breve all’attenzione della Procura di Torre Annunziata. A documentare le condizioni choc della zona – che rappresenta anche una sorta di confine tra Vico Equense e Piano di Sorrento – è il professore Franco Cuomo, già leader dei Verdi ambienti e società il quale accende i riflettori, ad esempio, sui 19 pozzetti situati lungo il tratto che ricade nel territorio di Piano di Sorrento. «Da piazza Sant’Antonino di Arola frazione di Vico Equense sino al cancello da questi fuoriescono durante le piogge liquami e feci che inondano la piazza e la strada – sottolinea Cuomo – Oggi la vecchia via Lavinola non è possibile percorrerla neanche a piedi perché è diventata ricettacolo di ogni sorta di rifiuti, mentre su di essa insistono, abbandonati all’incuria ogni sorta di rifiuti e di cavi e cavidotti e ci si chiede quali ditte possano fare lavori in questo modo e perché poi lasciare il territorio nelle condizioni che potete vedere, ma soprattutto perché le amministrazioni non intervengano a sanare questo disastro ecologico. Praticamente quasi tutte le foto e i video interessano il tratto di strada che è di pertinenza del Comune di Piano di Sorrento, ma nel Comune di Vico Equense però, ovvero da piazza Sant’Antonino di Arola sino al cancello che chiude via Lavinola ci sono più di 20 tombini di cui quello che sversa di più è al civico 21 di via Lavinola, Comune di Vico Equense». Non finisce qui: «Uno sfregio a qualsiasi idea di civiltà e di bellezza: tratti del genere andrebbero preservati e protetti, trattandosi di percorsi antichi segnati anche da Cai e quindi frequentati da escursionisti; si configura come un vero e proprio reato ambientale – sottolinea ancora il professore dei Vas – Tutti i liquami che fuoriescono dai tombini oltre a riversarsi per le strade della frazione di Arola, finiscono nella vecchia via Lavinola e da lì nel Rivo Lavinola o rivo di Meta, direttamente a mare, praticamente nella insenatura marina, conosciuta come Marina del Purgatorio, immediatamente sotto al ristorante “Giosuè a mare”, che quando ci sono abbondanti piogge – e può capitare anche d’estate – diventa color marrone, colore che inequivocabilmente, anche per il fetore, dà la chiara idea di cosa sia finito nel mare». Cuomo annuncia che «i Vas a tal proposito presenteranno una denuncia alla Procura di Torre Annunziata affinché faccia chiarezza sulle rispettive competenze da parte dei Comuni interessati, al fine di evitare il solito rimbalzo delle responsabilità». Sulla scrivania del procuratore Nunzio Fragliasso numerose fotografie che attestano le condizioni choc dell’area.

CRONACA