Pompei, la pandemia non ferma gli abusi edilizi: il 2020 è stato l’anno nero

Salvatore Piro,  

Pompei, la pandemia non ferma gli abusi edilizi: il 2020 è stato l’anno nero
Controlli delle forze dell'ordine a Pompei

Pompei. Abusivismo edilizio e mattone selvaggio all’ombra degli Scavi di Pompei, la piaga non si ferma. Anche il 2020 si conferma come “annus horribilis”. Centotrentacinque controlli complessivi svolti sul territorio comunale a seguito di 60 comunicazioni di notizie di reato, 3 verifiche per ordinanze di demolizione ancora da eseguire e 17 indagini tuttora in corso su delega dei magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Numeri impressionanti, ma non è finita. Quindici nuovi sequestri, 9 accertamenti disposti al contrario per il dissequestro di box, piscine, cantine o seminterrati, costruiti abusivamente, magari in attesa dell’ennesimo condono rimasto bloccato (circa 4mila le pratiche giacenti infatti presso gli uffici comunali di Palazzo de Fusco, ndr) nella città degli Scavi sottoposti a vincolo ambientale e paesaggistico. Statistiche choc, soprattutto se parametrate allo striminzito lasso di tempo – da Gennaio a Dicembre 2020 – che ha visto impiegati in una vera propria task-force per la lotta al mattone selvaggio gli agenti della polizia locale di Pompei, diretti dal comandante Gaetano Petrocelli, e la squadra speciale anti abusi edilizi ora agli ordini del tenente Antonio Brunetti. Nel 2019, al comando della Municipale, erano invece pervenute 66 denunce per presunti abusi edilizi commessi soprattutto in periferia o nelle campagne cittadine che confinano con le città di Boscoreale e di Scafati. Sempre nel 2019, la polizia locale avviò le demolizioni di 5 manufatti abusivi. E tutto anche a seguito di un protocollo ad hoc, firmato nel 2005 fra le amministrazioni locali e la Procura di Torre Annunziata: un protocollo che prevede  la “sorveglianza speciale” per le costruzioni superiori ai 50 metri quadri di volume. Il nodo riguarda l’intera provincia di Napoli, colpendo soprattutto i 18 comuni della zona rossa vesuviana, tra cui Pompei. Dove, attualmente, restano sospese quasi 4mila pratiche di condono edilizio. Nel corso degli anni sono cambiate leggi su leggi. I condoni, invece, sono fermi a tre: quelli disciplinati dalle leggi n. 47 nel 1985 del governo Craxi, dalle leggi n. 724 del ‘94 del governo Dini e dalle legge n. 326 del 2003 sotto il governo Berlusconi. Gli ultimi abusi nella città degli Scavi sarebbero stati riscontrati in via Masseria Curato. E’ stata qui la Cassazione a ordinare, il 12 gennaio scorso, l’abbattimento di due piani sopraelevati: il secondo e il terzo di una palazzina per un totale di 300 metri quadri. Da qui è partito anche l’ordine di sgombero per due famiglie, 8 persone in tutto, con minori a carico. A bloccare l’arrivo delle ruspe, due anni fa, fu un cavillo burocratico. Un semplice incidente di esecuzione promosso dinanzi ai giudici dall’avvocato Giuseppe Petrosino, che si oppose al rigetto della domanda di condono presentata dai residenti per la sanatoria delle presunte opere edilizie abusive realizzate entro il 31 dicembre del 1993 in via Masseria Curato. La vicenda giudiziaria, nel frattempo, è andata avanti: il 12 gennaio scorso, la Cassazione ha ordinato l’arrivo delle ruspe. Gli ultimi abbattimenti, nella città degli Scavi, partiranno nei prossimi giorni.

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