Castellammare. Turisti ostaggio in un B&B di Pompei, i rapinatori vanno a processo

Tiziano Valle,  

Castellammare. Turisti ostaggio in un B&B di Pompei, i rapinatori vanno a processo

Hanno fatto irruzione in un bed and breakfast alla periferia di Pompei vestiti da carabinieri. Hanno immobilizzato i proprietari e gli ospiti, tra cui alcuni turisti piemontesi, per portargli via soldi e gioielli. A distanza di sei mesi da quell’azione criminale, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Francesco Todisco, ha disposto il rinvio a giudizio per tre dei quattro indagati che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta degli stabiesi Mario Martinelli, 38 anni, e Antonio Amendola, 23 anni, e del siciliano da tempo trapiantato nell’area vesuviana, Giovanni Torrisi, 35 anni. Sono tre dei componenti della banda di rapinatori che partiti dal rione Moscarella a Castellammare di Stabia, la notte del 9 agosto decisero di seminare il panico nel bed and breakfast “Villa Aurelia” della periferia di Pompei.

Sono le 4 del mattino quando i componenti della banda arrivano a bordo di una Fiat Punto di colore scuro con sopra il lampeggiante acceso. Raggiungono l’ingresso del bed and breakfast indossando i passa-montagna e casacche dei carabinieri, fingendo di cercare un latitante.Appena il proprietario della struttura apre, si scatena il finimondo. La banda ammanetta il titolare e i suoi genitori, poi raggiungono le stanze dove sono ospitati i turisti, che vengono minacciati con le pistole e costretti a indicare dove hanno soldi e gioielli. Una ragazza sente le urla di alcuni suoi amici in un’altra stanza e decide di comporre il 112. Il centralinista dei carabinieri risponde e riesce a sentire le urla della donna che viene immobilizzata dai rapinatori.E’ in quel momento che scatta l’allarme e due volanti in servizio a Torre Annunziata vengono dirottate verso il bed and breakfast della periferia di Pompei. All’arrivo dei militari i componenti della banda provano a scappare. Arrivano altre tre volanti, un elicottero e l’unità cinofile. Due malviventi vengono fermati quasi subito dopo un inseguimento nelle vicine campagne, mentre i loro complici riescono a scappare con un bottino di ventimila euro, tra soldi, orologi e gioielli. Le indagini-lampo consentono di recuperare quattro pistole, una paletta simile a quella utilizzata dalle forze dell’ordine, manette e munizioni. Ma soprattutto di individuare tutti i componenti della banda, tra cui gli stabiesi Antonio Amendola e Mario Martinelli che, partiti dal rione Moscarella, hanno guidato i complici all’assalto del bed and breakfast della periferia di Pompei.Una rapina shock, che per giorni ha scatenato polemiche sulla sicurezza anche a livello nazionale. E oggi, a distanza di sei mesi da quella brutta vicenda, il giudice per le indagini preliminari ha deciso di rinviare a giudizio i componenti della banda.

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