Mercato dei fiori a Torre Annunziata, la soprintendenza blocca il progetto. Ombre sugli atti del dirigente arrestato

Giovanna Salvati,  

Mercato dei fiori a Torre Annunziata, la soprintendenza blocca il progetto. Ombre sugli atti del dirigente arrestato

Un’altra tegola s’abbatte sulla testa del sindaco Vincenzo Ascione ed è l’ennesimo schiaffo a una gestione amministrativa ormai caotica e traballante. La Soprintendenza s’è messa di traverso al piano del “Mercato dei fiori” e chiede di bloccarne il progetto che sta prendendo corpo nell’ex area Metalfer di via Terragneta. Si legge nell’oggetto: «La conferenza dei servizi, tenutasi senza alcun sincronismo, è in contrasto con la determinazione resa dalla Soprintendenza a settembre del 2020». Tradotto: «Il Comune ha sette giorni per sospendere in autotutela il verbale della conferenza firmato a fine dicembre dal dirigente Nunzio Ariano per l’approvazione del permesso a costruire». Trascorsi i sette giorni, la Soprintendenza ricorrerà al Tar per bloccare tutto. Ora, il sindaco ha due strade: può obbedire alla richiesta della Soprintendenza e riaprire il confronto, oppure può andare avanti e difendere a spada tratta la decisione ratificata dal suo ex capo dell’ufficio tecnico arrestato a fine anno con una mazzetta di 10mila euro infilata in tasca. Il Mercato dei fiori dovrebbe sorgere nell’ex Metalfer, nel cuore dell’area industriale già teatro di mille fallimenti imprenditoriali nell’ultimo trentennio e inserita nel contratto d’area Torrese-stabiese dal 1996. Il progetto è nelle mani della società «Gaia Florum», rappresentata dall’imprenditore di origini stabiesi, Vincenzo Malafronte, che ha ottenuto la concessione dell’area anche con la benedizione dal governatore Vincenzo De Luca. «La proposta – scrive la Soprintendenza – non è conseguente all’approvazione di un piano d’insieme che indirizzi la riqualificazione dell’intera area industriale». E siccome «nell’area sono già in atto altri cantieri aperti in deroga alle volumetrie (le cubature future dovranno essere il 40% di quelle dismesse), è necessario inquadrare le scelte generali di sviluppo in una visione d’insieme». Le osservazioni recapitate al sindaco, come si legge nella lettera inviata a Palazzo Criscuolo, erano state inviate al dirigente Nunzio Ariano e all’ingegnere Luigi Gaglione già a settembre del 2020 che avevano fornito una risposta poco soddisfacente nella quale si giustifica il polo florovivaistico «con una generica coerenza col Grande Progetto Pompei». Nemmeno il riferimento all’accordo di programma, oppure il richiamo all’approvazione da parte del Consorzio Asi, hanno cancellato i dubbi della Soprintendenza. Anzi. «Sovente si riscontra il tentativo da parte del Comune di Torre Annunziata di portare avanti nell’area iniziative differenziate senza attivare un programma organico di riassetto territoriale, in una situazione di estrema inadeguatezza dello strumento di controllo del territorio visto che il Piano regolatore vigente risale al 1972». Esiste inoltre «la violazione del leale principio di collaborazione», scrive la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro. «Il parere espresso dalla Soprintendenza non è stato tenuto in considerazione, eppure è stato ampiamente rappresentato al dirigente Nunzio Ariano e all’ingegnere Gaglione». La palla ora è nel campo del sindaco Vincenzo Ascione, e ci resterà per sette giorni. Poi potrebbe essere lanciata nelle stanze del Tribunale amministrativo e allora il futuro del Mercato dei fiori potrebbe subire una brusca frenata. Addio promesse. Addio sviluppo. Addio occupazione. L’ennesima farsa dell’amministrazione Ascione.

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