Sorrento. Nuove indagini sulle case vacanza senza la Scia

Salvatore Dare,  

Sorrento. Nuove indagini sulle case vacanza senza la Scia

Strutture extralberghiere aperte da diversi anni in centro storico e nelle frazioni collinari e che, prima che esplodesse la pandemia da Covid 19, sono finite al centro di accertamenti dei vigili urbani. Si tratta di location a cui ora stanno arrivando ingiunzioni di pagamento per diverse migliaia di euro. Motivo? Non avere, al momento del controllo effettuato dal Comune di Sorrento, una Scia – segnalazione certificata di inizio attività – necessaria per poter condurre l’attività ricettiva. Sull’albo pretorio del Comune di Sorrento, nel corso delle ultime ore, stanno apparendo alcune ordinanze a firma del dirigente del quarto dipartimento del municipio, l’ingegnere Alfonso Donadio. Sono atti che sono in corsa di notifica. Una delle ordinanze più recenti annovera una sanzione di oltre 3mila euro. Nel dettaglio, le violazioni riguardano una casa vacanza e una presunta anomalia registrata nel corso dell’anno 2016: così come già accaduto con diverse ingiunzioni per l’occupazione illegale di suolo pubblico, è chiaro che il Comune di Sorrento deve riscuotere le cifre prima che possa scattare la prescrizione anche per non incorrere in un danno erariale. Da qui l’avvio della seconda fase della procedura amministrativa che comporta l’emissione delle ordinanze di rito. In particolare, stanno fioccando casi di strutture extralberghiere – pure case vacanza – che svolgono attività «di tipo imprenditoriale» in assenza, a detta del Comune di Sorrento, della preventiva Scia, «pubblicizzando l’attività e i servizi di casa vacanza su siti internet» specializzati. Ad aver effettuato tutti gli approfondimenti del caso proprio il corpo di polizia municipale. Se i legali rappresentanti della società “incriminata” hanno tentato di difendersi dicendo ai vigili che sul web ci si è limitati soltanto a fare pubblicità, dall’altro canto i caschi bianchi – anche effettuando visure attraverso l’agenzia delle entrate e raccogliendo recensioni e commenti rilasciati sui portali – confermano le irregolarità. Tanto da sottoscrivere che la società a cui è legata l’attività extralberghiera «non si limita ad effettuare mera pubblicità dell’immobile, bensì svolge attività di gestione di beni immobili e svolge attività di servizi quale consegna delle chiavi e trasporti degli avventori dal luogo di arrivo alla struttura». Prima di far spiccare le ingiunzioni di pagamento, in questi casi i vigili urbani passano la parola alla società Andreani Tributi che risulta essere affidataria della riscossione dei tributi. Questo è uno dei diversi casi oggetto dell’attenzione da parte degli uffici comunali. Ovviamente, chi risulta essere destinatario di una ingiunzione può adottare tutte le difese del caso anche in sede legale.

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