Contagi in aumento, il direttore del Covid H: «Serve un lockdown»

Tiziano Valle,  

Contagi in aumento, il direttore del Covid H: «Serve un lockdown»

«Serve un lockdown di tre settimane per evitare di fare esplodere la terza ondata di contagi e implementare i centri vaccinali». Savio Marziani, direttore del Covid Hospital di Boscotrecase, lancia l’allarme a seguito dell’aumento dei contagi che rischia di far rivivere i momenti peggiori dall’inizio della pandemia.

Marziani, teme la terza ondata?

«Siamo in una fase di preallarme, perché si cominciano a registrare più casi ed è cambiato il setting assistenziale».

Ci spieghi meglio.

«Prima arrivavano in ospedale persone con pochi sintomi, che magari venivano dimesse perché potevano curarsi a casa. Mentre oggi si tratta nella quasi totalità dei casi di pazienti che necessitano di assistenza ospedaliera».

Perché dice che siamo in preallarme?

«Perché non è ancora la terza ondata della pandemia. Stiamo scontando ancora i postumi delle festività natalizie e delle prime aperture. La terza ondata vera possiamo evitarla».

Come?

«Smettendola con il valzer dei colori che non servono a nulla se non fai rispettare le regole e accelerando la campagna vaccinale. Da questo punto di vista noi del Covid Hospital di Boscotrecase siamo pronti a dare una mano».

I vaccini sono l’unica speranza, insomma.

«Sì, per questo bisogna fare presto, ricordando allo stesso tempo alle persone che bisogna continuare a rispettare il distanziamento sociale. La battaglia non è vinta e non bisogna abbassare la guardia».

Qual è la situazione degli ospedali dell’Asl Napoli 3 Sud?

«A Boscotrecase già oggi saranno pronti altri 44 posti letto per malati Covid, di cui 15 in subintensiva. Appena arriverà il personale medico, infermieristico e gli operatori socio sanitari, siamo pronti ad aprire. Diventeremo il più grande ospedale Covid della Campania e tra i primi in Italia».

Però è tornato il problema nei pronti soccorso.

«Il problema riguarda solo Castellammare di Stabia è sarà irrisolvibile fin quando non sarà riaperto il pronto soccorso dell’ospedale Maresca di Torre del Greco. Al San Leonardo il personale ce la sta mettendo tutta, ma anche per motivi logistici e infrastrutturali non può sopportare questi carichi di lavoro».

Lei è stato direttore dell’ospedale di Castellammare, sa che è spuntata l’ipotesi di delocalizzarlo sulle Nuove Terme?

«Potrebbe essere una soluzione, perché no? Ma non dobbiamo dimenticarci che abbiamo già attivo anche l’ospedale di Gragnano dove si potrebbe fare molto di più, magari trasformando il San Leonardo in una grande piastra di pronto soccorso».

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