Castellammare. Uccise il padre con una balestra, arrestato per armi dopo la scarcerazione

Tiziano Valle,  

Castellammare. Uccise il padre con una balestra, arrestato per armi dopo la scarcerazione

Il 3 giugno 2013 imbracciò una balestra e scagliò una freccia che uccise suo padre. A novembre scorso, dopo sette anni e mezzo trascorsi in carcere per quell’omicidio, il Tribunale di Sorveglianza ha deciso di accogliere la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. Ieri, a distanza di appena tre mesi dalla scarcerazione, i carabinieri hanno trovato a casa sua una pistola giocattolo modificata affinché sparasse come una vera arma da fuoco, oltre a tutta l’attrezzatura necessaria per fabbricare proiettili. E’ la storia di Nicola D’Auria, trentunenne di Castellammare di Stabia, che ieri è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Gragnano e trasferito nuovamente nel carcere di Poggioreale.Una storia tormentata quella del trentunenne stabiese. Il suo nome è legato a uno dei fatti di cronaca più cruenti che si sono verificati a Castellammare negli ultimi anni. E’ la sera del 3 giugno 2013, Nicola D’Auria imbraccia una balestra comprata sul web e insegue il padre Pasquale, di 48 anni, in traversa Meucci, nel rione Cmi, dopo l’ennesima lite in casa.

Prende la mira ed esplode una freccia con due lame trafiggendo il polmone del genitore, che muore un paio d’ore dopo all’ospedale San Leonardo.Nicola D’Auria scappa a piedi e raggiunge Scafati, poi torna indietro e si costituisce alla caserma dei carabinieri di Sant’Antonio Abate. Racconta di aver ucciso il padre, che avrebbe voluto farlo da tempo, a causa delle continue vessazioni subite. Le forze dell’ordine piombano nella sua abitazione e scoprono un vero e proprio arsenale. Scoprono che Nicola, così come il padre, hanno una passione per le armi e soprattutto sono capaci di modificare i giocattoli in vere e proprie armi da fuoco, avendo a disposizione tutto il materiale necessario. Quella sera, nell’appartamento di via Meucci, le forze dell’ordine trovano pistole ad aria compressa, mitragliette e fucili d’alta precisione, silenziatori e caricatori con centinaia di munizioni, ogive e bossoli, oltre a pugnali e un machete. Un vero e proprio arsenale.Arrestato per l’omicidio del padre e condannato a 10 anni, Nicola D’Auria è stato scarcerato lo scorso novembre, quando i giudici hanno accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali.

Ieri, a distanza di tre mesi, il trentunenne è finito nuovamente nei guai. Durante una perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato una pistola giocattolo 357 Magnum modificata nelle parti essenziali affinché sparasse come una vera arma da fuoco. Sequestrate anche 9 cartucce e materiale sufficiente a fabbricare artigianalmente le munizioni: 20 grammi di polvere nera, 90 grammi di pallini in acciaio 164 inneschi e attrezzi vari per la pulizia e la modifica delle armi.Area degli allegati

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