Caos nei Covid hospital, ambulanze in fila. A Boscotrecase stop ricoveri dopo le 20

Tiziano Valle,  

Caos nei Covid hospital, ambulanze in fila. A Boscotrecase stop ricoveri dopo le 20

Due ambulanze con pazienti positivi al Covid costrette ad aspettare nel parcheggio dell’ospedale San Leonardo per oltre dieci ore, nell’attesa che si liberasse un posto al pronto soccorso. Due pazienti anziani, entrambi dializzati – uno trasferito con un’ambulanza da Torre Annunziata, l’altro da Vico Equense – costretti a difendersi dal gelo della notte solo con le coperte fornite dai mezzi di soccorso. E’ accaduto a Castellammare di Stabia, nella notte tra martedì e mercoledì, e la mente ha riportato a scene viste lo scorso autunno, quando le file di ambulanze in attesa erano lunghissime e ad alcuni pazienti è capitato anche di aspettare giorni prima di essere ricoverati. Stavolta, però, dalla centrale operativa è partita una chiamata indirizzata alla Prefettura di Napoli, per denunciare quella che viene ritenuta un’assurdità in tempi di pandemia, da parte di chi lotta in prima linea: l’ospedale di Boscotrecase, nonostante qualche posto letto a disposizione, non accetta ricoveri dopo le 20. Ciò significa che con la chiusura dei pronti soccorso di Torre del Greco e Vico Equense, chi necessita di assistenza in serata, rischia di trascorrere la notte in ambulanza.

Ovviamente se l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia ha occupati i 15 posti letto destinati ai pazienti Covid. Una disorganizzazione che se nella prima fase dell’emergenza pandemica era comprensibile, arrivati all’alba di quella che sembra la terza ondata è inaccettabile. Il nodo cruciale, mai risolto, è sempre quello dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, unico vero hub di smistamento dei pazienti contagiati che arrivano da tutti i Comuni della fascia costiera. Il reparto Covid che sarebbe dovuto sorgere all’interno del presidio stabiese in realtà non è mai partito veramente, tanto che ci sono 15 ventilatori polmonari ancora inscatolati e mai utilizzati, chiusi in un ripostiglio. Non è tutto, la riorganizzazione dell’ospedale San Leonardo proposta dall’ex direttrice Rosalba Santarpia è stata completamente stravolta. Stando al progetto risalente allo scorso autunno, il nuovo pronto soccorso avrebbe dovuto accogliere i pazienti positivi e sospetti contagiati. Una soluzione studiata per consentire di avere più posti letto a disposizione e garantire anche un’adeguata separazione dei percorsi sporco-pulito. Invece attualmente per i pazienti infetti viene utilizzato il vecchio pronto soccorso, che non è stato nemmeno ampliato perché i locali della farmacia che avrebbero dovuto spostarsi sono rimasti lì dove sono.

In sostanza i posti letto Covid, che lo scorso autunno sono diventati anche una quarantina nei momenti di maggiore criticità, oggi sono diventati 15, comprese le barelle che vengono sistemate nei corridoi. Un problema che non riguarda solo l’interno dell’ospedale San Leonardo, ma anche il piazzale antistante il vecchio pronto soccorso, perché è lì che oggi sono costrette a stazionare le ambulanze che trasportano i contagiati o potenziali positivi, in attesa che si liberi un posto letto. Il punto è che proprio dove restano in attesa i mezzi del 118 passano anche le persone che devono raggiungere i reparti. In pratica sono saltate tutte le regole per quanto riguarda la definizione dei percorsi sporco-pulito, ma le voci dei dipendenti del San Leonardo che lamentano questa situazione restano isolate, perché a distanza di mesi non è stato ancora individuato un responsabile per la sicurezza del personale, dopo le dimissioni del vecchio responsabile che ha lasciato accusando i vertici dell’Asl di non averlo messo nelle condizioni di svolgere il suo lavoro.

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