Netturbini infedeli a Ercolano: c’è anche un sindacalista, ora rischia il posto

Alberto Dortucci,  

Netturbini infedeli a Ercolano: c’è anche un sindacalista, ora rischia il posto
Rifiuti a Ercolano

Ercolano. Paladino dei «diritti dei lavoratori» durante i turni di servizio, netturbino infedele durante il «tempo libero»: c’è un insospettabile sindacalista del cantiere di Ercolano tra i due operai sorpresi a prelevare abusivamente rifiuti speciali in un parco privato di via IV Novembre. A 24 ore dall’ennesimo scandalo Nu all’ombra del Vesuvio emergono nuovi dettagli sul blitz condotto dagli agenti della polizia municipale – dietro «soffiata» della ditta Buttol, il colosso ambientale con sede legale a Sarno incaricato dei servizi di igiene urbana nella città degli Scavi – in collaborazione con i carabinieri del gruppo forestale. A portare avanti – a bordo di una navetta utilizzata per la regolare raccolta dei rifiuti – l’illecita attività di prelievo e smaltimento di scarti di produzione di dubbia provenienza c’era anche un delegato delle organizzazioni sindacali, in prima linea per il rispetto delle norme contrattuali.

Rischio licenziamento

Una battaglia di facciata, perchè poi – come scoperto dalle forze dell’ordine – in pratica il netturbino infedele non si preoccupava particolarmente della sicurezza sul posto di lavoro né osservava con attenzione le regole di una corretta raccolta differenziara: secondo la ricostruzione dei caschi bianchi guidati dal comandante Francesco Zenti, l’uomo – insieme a un collega del cantiere di Ercolano – allo scopo di favorire un imprenditore tessile del territorio si occupava dello «smaltimento» di rifiuti speciali. Al momento dell’ispezione dei vigili urbani, all’interno della navetta erano depositati cinque sacconi neri in cui erano stati stipati resti di lavorazione del settore calzaturiero. I due operai sono stati denunciati a piede libero per reati ambientali, ma i «guai» potrebbero non finire qui. La ditta Buttol ha già avviato, infatti, tutte le procedure per contestare ai due dipendenti le violazioni commesse ai danni del colosso ambientale con sede legale a Sarno: la coppia di eco-criminali rischia il licenziamento dopo un periodo di sospensione dal lavoro.

Il precedente

D’altronde, non sarebbe la prima «lezione» inflitta dalla ditta Buttol ai netturbini infedeli: un’operazione del genere è stata condotta qualche settimana fa a Torre del Greco, dove l’azienda incaricata dei servizi di igiene urbana ha ingaggiato- proprio come ora successo a Ercolano – un’agenzia di investigazione privata per smascherare il sistema dell’isola ecologica di Santissima Trinità, consentendo ai carabinieri della caserma Dante Iovino di sgominare la «banda degli apecar» pronta a cannibalizzare ogni tipo di elettrodomestico depositato presso l’apposito centro di raccolta organizzato dal Comune. I dipendenti del settore di igiene urbana consentivano alla «banda degli apecar» di entrare indisturbati all’interno dell’ecopunto e di ritirare rifiuti riciclabili. Anche in questo caso in danno alle casse del Comune e alla stessa ditta Nu.

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